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SCUOLABUS A PAGAMENTO, SCOPPIA LA POLEMICA A RIVISONDOLI

Fa discutere a Rivisondoli la decisione di far ricadere sulle famiglie il costo del servizio di trasporto scolastico. Nel piccolo centro dell’Alto Sangro la scelta, adottata con una delibera di giunta dal commissario straordinario Maria Cristina Di Stefano, ha acceso il confronto politico e istituzionale, sollevando critiche sull’opportunitĆ  e sulle prioritĆ  dell’amministrazione.

La delibera, valida per l’anno scolastico in corso fino al prossimo 30 giugno, ĆØ stata recepita dagli uffici comunali che hanno approvato il regolamento in linea con le direttive europee. Il servizio di scuolabus prevede ora una compartecipazione economica da parte delle famiglie, con una tariffa mensile compresa tra i 15 e i 25 euro. Restano esonerate dal pagamento soltanto le famiglie con un Isee pari o inferiore a duemila euro.

Una decisione che non convince l’ex consigliere comunale Nunzio De Capite, secondo il quale la scelta appare discutibile ā€œsia sul piano dell’opportunitĆ  sia su quello della correttezza amministrativa, soprattutto in un contesto economico giĆ  difficileā€. Da qui la domanda, posta pubblicamente, sulle reali condizioni delle casse comunali e sulla necessitĆ  di ricorrere ancora una volta al contributo diretto dei cittadini.

A rendere la questione ancora più controversa, secondo De Capite, è il confronto con altre spese sostenute dal Comune. Fino a dicembre 2025 sono stati infatti stanziati 9.000 euro per lo SkyBus, la navetta invernale rivolta prevalentemente ai turisti sciatori. Una scelta che, a suo avviso, evidenzia una scala di priorità sbilanciata, a discapito dei servizi essenziali per i residenti.

L’ex consigliere, che potrebbe scendere in campo come candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative della primavera, punta inoltre l’attenzione sul tema del calo demografico. Dal 2021 la Regione Abruzzo riconosce ai comuni montani soggetti a spopolamento un contributo di 2.500 euro per ogni nuovo nato, misura pensata per sostenere la natalitĆ . Rivisondoli rientra in pieno tra questi comuni, ma, secondo De Capite, le famiglie non avrebbero mai beneficiato di tali contributi.

Un mancato riconoscimento che avrebbe comportato, per ogni bambino nato nel 2021, una perdita di 7.500 euro a famiglia, cifra destinata ad aumentare in caso di ulteriori nascite. ā€œTutto questo dopo che, in passato, il Comune aveva giĆ  perso l’assegno di natalitĆ  per ben sei anni, giustificando la scelta con un presunto eccesso di incremento della popolazioneā€, ricorda De Capite.

L’ex consigliere ĆØ uno degli otto amministratori che lo scorso 30 luglio hanno determinato la fine anticipata della consiliatura dell’ex sindaco Giancarlo Iarussi, eletto nel 2021, con le dimissioni in blocco. Uno scontro politico che ha portato alla caduta dell’amministrazione e alla successiva nomina di un commissario straordinario e prefettizio, affiancato da altri due funzionari. Uno scenario che continua a pesare sul dibattito politico e amministrativo del paese.

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