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ALTRO SUPERMERCATO? IL PASSO POSSIBILE: STANNO DIVENTANDO UN PROBLEMA

L’AQUILA – Investimenti e nuovi supermercati non sono un problema, ma lo stanno diventando, in quanto governati senza regole e visione. L’Aquila merita scelte lungimiranti, non interventi episodiciā€.
In Commissione Territorio ĆØ stata discussa una nuova delibera di rotazione urbanistica per
l’area di via Solaria/SS80 (delibera di Giunta n. 314 dell’8 luglio 2025), che prevede la
trasformazione di una zona destinata ad attrezzature direzionali in area commerciale per la realizzazione di una media struttura di vendita. L’intervento viene presentato come un’opportunitĆ  di sviluppo e occupazione, ma scelte di questo tipo non possono essere
valutate esclusivamente caso per caso – osservano i consiglieri de ā€œIl Passo Possibileā€
Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia – perchĆ© incidono sull’assetto complessivo
della cittĆ . Quello che emerge ĆØ una prassi ormai ricorrente: su iniziativa dei privati, diverse aree della
cittĆ  vengono progressivamente trasformate in zone commerciali attraverso varianti
urbanistiche, in assenza di una visione strategica complessiva. ƈ bene ricordare che la
rotazione urbanistica prevista dall’art. 31 delle NTA non ĆØ uno strumento ordinario, ma
un’eccezione ammessa solo in presenza di un interesse pubblico chiaramente dimostrato.
Interesse che non può essere automaticamente fatto coincidere con la previsione di opere
compensative – parcheggi, verde o viabilitĆ  – che dovrebbero essere una conseguenza delle
scelte urbanistiche e non la loro giustificazione.
Senza una valutazione basata su dati reali – occupazione, traffico, rete viaria, commercio di
prossimitĆ , equilibrio tra centro e periferie – ogni intervento rischia di diventare negoziabile e
la pianificazione di perdere progressivamente senso e credibilitƠ. NƩ la Giunta nƩ il Consiglio
possono limitarsi ad attestare genericamente l’esistenza dell’interesse pubblico per ogni
singola proposta. ƈ necessario, invece, un atto di indirizzo con criteri, obiettivi e limiti definiti,
in grado di orientare tutte le proposte presenti e future e di metterle in relazione con la cittĆ 
reale e con le sue fragilità. Solo così è possibile valutare gli effetti complessivi delle
trasformazio

 

 

ni urbane.
Il tema ĆØ anche politico e strategico: ha senso continuare ad ampliare l’offerta commerciale in
una cittĆ  che giĆ  nel recente passato presentava livelli elevati di media distribuzione? Il Piano
commerciale, approvato con delibera di Consiglio n. 82/2020, evidenzia: ā€œā€¦In particolare,
spicca il caso della media distribuzione in relazione alla quale la superficie disponibile per 100
abitanti del comune dell’Aquila ĆØ pari a 98,4 mq rispetto ai 78,3 mq della provincia e ai 63,8
mq della regioneā€.
Oggi quei dati si confrontano con un contesto economico profondamente cambiato,
caratterizzato da prezzi più alti, consumi più cauti e da una riduzione del potere d’acquisto.
Non si tratta di mettere in discussione la legittimitĆ  degli investimenti, ma di interrogarsi sulla
sostenibilitĆ  complessiva di un sistema commerciale cosƬ sbilanciato in quell’ambito.
Da ciò derivano alcune questioni politiche che non possono essere eluse: la necessità di
valutazioni preventive, l’importanza di privilegiare il riuso e la riqualificazione dell’esistente, la
qualitĆ  dell’offerta e dei servizi come elemento centrale e la ricerca di un equilibrio tra grandi
strutture e commercio di prossimitĆ , che soprattutto nel centro storico sta attraversando una
fase di forte sofferenza dalla quale la politica non può distrarsi.
Quanto riportato – concludono i consiglieri de ā€œIl Passo Possibileā€ – non ĆØ una posizione
ideologica contro gli investimenti privati o contro chi sceglie di investire a L’Aquila, ma la
richiesta di un’amministrazione capace di governare lo sviluppo, orientarlo nel tempo e
valutarne gli effetti, anzichƩ limitarsi ad approvarlo intervento dopo intervento.
Purtroppo prendiamo atto che, dopo quasi dieci anni di governo, l’ennesimo intervento in tal
senso non può che certificare inesorabilmente l’inadeguatezza programmatoria-urbanistica
dell’amministrazione in carica e la conduzione ā€œa chiamataā€ delle procedure, logica
conseguenza del vivere alla giornata; il tutto ad evidente nocumento di un reale e tangibile
sviluppo di medio-lungo periodo della cittĆ .

 

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