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COLLEGIO UNICO, LA RIFORMA CHE SPACCA L’ABRUZZO

Dopo il via libera alle norme su sanità e sicurezza, l’attività politica all’Emiciclo entra in una fase particolarmente delicata, spostandosi su uno dei terreni più scivolosi dell’intera legislatura: la riforma della legge elettorale. Domani, giovedì 29 gennaio alle ore 15.30, la Commissione Statuto presieduta da Daniele D’Amario aprirà ufficialmente il confronto sulle modifiche alla legge regionale n. 9 del 2013, un passaggio destinato ad accendere lo scontro politico e ad acuire le tensioni già evidenti tra la costa e le aree interne dell’Abruzzo.

Al centro della contesa c’è il progetto di legge n. 18/2024 fortemente voluto dal presidente della Regione, Marco Marsilio, che punta all’introduzione del collegio unico regionale in sostituzione delle attuali quattro circoscrizioni provinciali. Una scelta che, nelle intenzioni del governatore, non rappresenta soltanto una semplificazione delle procedure di voto, ma una vera e propria precondizione politica per un più ampio riassetto degli equilibri istituzionali. La riforma dello Statuto, infatti, consentirebbe di blindare l’allargamento della Giunta regionale, destinata a passare da sei a nove assessori, aprendo così la strada a una redistribuzione delle deleghe e dei rapporti di forza tra i partiti della coalizione di maggioranza.

Nonostante l’immagine di compattezza emersa dall’ultimo vertice di maggioranza svoltosi a Città Sant’Angelo, il clima resta tutt’altro che sereno. Nei corridoi dell’Emiciclo si moltiplicano i segnali di insofferenza e le indiscrezioni parlano della nascita di una fronda trasversale contraria al collegio unico, guidata da uno dei pesi massimi di Fratelli d’Italia, Paolo Gatti. Un fronte che troverebbe sponda anche in altri esponenti del centrodestra, accomunati dal timore che il nuovo sistema elettorale finisca per favorire i candidati delle province più popolose, Pescara e Chieti, penalizzando ulteriormente le aree interne dell’Aquilano e del Teramano, già segnate da un progressivo arretramento demografico ed economico.

Sul tavolo non c’è soltanto la questione della rappresentanza territoriale. A preoccupare è anche il possibile aumento dei costi delle campagne elettorali, che, con un collegio unico regionale, obbligherebbe i candidati a coprire un bacino elettorale molto più ampio rispetto a quello provinciale, con ricadute significative sulle spese organizzative e comunicative.

In questo contesto ad alta tensione, la seduta di domani della Commissione Statuto darà spazio alle audizioni degli stakeholder tecnici chiamati a offrire valutazioni e contributi. Sono attesi Angelo Radica, presidente di ALI Abruzzo, che porterà le istanze delle autonomie locali, e Rosa Pestilli, presidente della Commissione Pari Opportunità, incaricata di analizzare l’impatto delle modifiche sulla rappresentanza di genere e sugli equilibri tra uomini e donne nelle istituzioni regionali.

Sebbene la riforma della legge elettorale rappresenti il nodo politico più sensibile, la maggioranza guarda già alle prossime settimane, nelle quali dovranno essere avviate altre riforme strutturali. Tra queste figurano la riduzione delle società di gestione del ciclo idrico, che dovrebbero passare da sei a due sotto il coordinamento dell’assessore Emanuele Imprudente, la riforma delle ASP e delle ADSU affidata a Roberto Santangelo, e soprattutto il delicato piano di rientro dal deficit sanitario, seguito dall’assessore Nicoletta Verì.

La seduta di domani si configura quindi come il primo vero banco di prova per la tenuta della maggioranza guidata da Marsilio. Un passaggio chiave nel quale la narrazione ufficiale dell’unità dovrà misurarsi con i numeri, le resistenze interne e i malumori che attraversano i corridoi dell’Emiciclo, lasciando intravedere un confronto politico destinato a protrarsi ben oltre la Commissione Statuto.

Un commento su “COLLEGIO UNICO, LA RIFORMA CHE SPACCA L’ABRUZZO

  • salvatore

    Quando si modifica una legge elettorale vuol dire che ci saranno persone (poche) che gioveranno della modifica, mentre altre dovranno tacere per sempre.

    Risposta

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