PRATOLA RICORDA L’ORRORE DELLA SHOAH
Pratola Peligna ricorda l’orrore della Shoah: il sacrificio di Rocco Di Pillo e il messaggio di pace affidato ai giovani
Si è svolta questa mattina a Pratola Peligna la cerimonia ufficiale per il Giorno della Memoria, nel luogo simbolo della comunità: la via intitolata a Rocco Di Pillo, concittadino deportato nei campi di concentramento nazisti, esempio di fierezza, sacrificio e dignità umana di fronte all’orrore.
Il ritrovo attorno alle 11 in via Rocco Di Pillo, all’incrocio con via Enopolio. Pochi minuti dopo, la deposizione di un omaggio floreale a ricordo di tutte le vittime dell’Olocausto e, in modo particolare, dello stesso Di Pillo, a cui la comunità continua a rendere riconoscenza. Presenti il sindaco Antonella Di Nino, il luogotenente della caserma dei Carabinieri di Pratola Peligna, il comandante della Polizia municipale e un sacerdote, che ha impartito la benedizione.

Nel suo intervento, il sindaco Di Nino ha richiamato il valore profondo della ricorrenza del 27 gennaio, data che segna la liberazione del campo di Auschwitz nel 1945:
«Celebriamo il Giorno della Memoria proprio qui, nella via intitolata a Rocco Di Pillo, nostro concittadino deportato in uno dei campi di concentramento costruiti nell’Europa dell’Est. Un uomo che patì sofferenze indicibili e verso il quale siamo moralmente obbligati ad esprimere infinita riconoscenza».
Un richiamo forte anche all’attualità: «Il rispetto per la vita impone la ricerca della pace. È questo l’auspicio più sentito in un momento storico ancora attraversato da conflitti, per dare un senso autentico a una ricorrenza che è patrimonio di tutti».

Particolarmente significativa e carica di emozione è stata la presenza delle scolaresche delle classi elementari di Pratola Peligna, accompagnate dai docenti. I bambini, con la loro attenzione composta, hanno rappresentato il cuore della cerimonia: il segno concreto di una memoria che non si limita al ricordo, ma si trasmette alle nuove generazioni.
Il messaggio di pace tra i popoli è stato letto da una giovane studentessa, Nicoletta Di Pillo, in un momento che ha assunto un valore simbolico ancora più profondo quando si è scoperto che la ragazza, a sua insaputa, è legata da vincoli familiari a Rocco Di Pillo, essendo lui lo zio di sua nonna. Un filo invisibile tra passato e presente, tra il sacrificio di ieri e la speranza di domani.
Una cerimonia sobria ma intensa, che ha saputo unire istituzioni, forze dell’ordine, Chiesa e scuola nel nome della memoria, ricordando come la storia di Rocco Di Pillo non sia solo una pagina del passato, ma un monito vivo contro ogni forma di odio, persecuzione e indifferenza.




