MAFIA DEI PASCOLI, CROLLA L’ACCUSA: VARALLO ESCE INDENNE DALL’INCHIESTA SUI FONDI EUROPEI
Si è conclusa con una sentenza di non luogo a procedere la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto Maurizio Varallo, imprenditore 62enne di Alfedena. Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Giulia Sani, ha fatto cadere le accuse nei confronti dell’uomo, che era stato indagato per truffa ai danni dello Stato in merito alla percezione di circa 56 mila euro di fondi europei erogati dall’Agea.
L’indagine era scaturita da un esposto che ipotizzava un meccanismo illecito riconducibile alla cosiddetta “mafia dei pascoli”. Secondo la tesi sostenuta dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, Varallo avrebbe ottenuto i finanziamenti senza averne titolo, dichiarando l’uso di sei ettari di terreni agricoli — in gran parte pascoli — all’insaputa dei legittimi proprietari e senza che vi fosse un reale utilizzo agricolo.
Sulla base di queste ipotesi, la Procura aveva inizialmente richiesto una misura interdittiva. Sebbene il GIP l’avesse concessa in prima istanza, il provvedimento era stato successivamente revocato dal Tribunale del Riesame e dalla Corte di Cassazione.
Nel corso del procedimento, l’imprenditore, assistito dai legali Aldo e Gaetana Di Ianni, ha sempre respinto ogni addebito. Durante l’interrogatorio di garanzia, Varallo ha fornito chiarimenti sulla regolarità delle procedure seguite, evidenziando la solidità della propria attività che si estende su 1.500 ettari distribuiti in quattro diverse regioni italiane.
La difesa ha inoltre sottolineato i rischi operativi legati all’inchiesta, evidenziando come un’eventuale sospensione dell’attività avrebbe causato gravi danni al pascolo dei circa 500 capi di bestiame gestiti dall’imprenditore. Al termine dell’udienza, l’avvocato Aldo Di Ianni ha espresso forte soddisfazione per il proscioglimento, definendo l’impianto accusatorio della Procura privo di fondamento e non aderente alla realtà dei fatti.



