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IL GIORNO DELLA MEMORIA: “QUELLE VITE INDEGNE DI ESSERE VISSUTE”

di Massimo ProsperococcoĀ 
L’AQUILA – Prima furono le persone con disabilitĆ .
Non erano errori.
Non erano casi isolati.
Erano persone.
Tra il 1939 e il 1945 il regime nazista attuò il programma Aktion T4.
Un piano di sterminio sistematico delle persone con disabilitĆ .
Uomini, donne, bambini.
Persone con disabilitĆ  fisiche, intellettive, psichiche.
Vennero definite ā€œvite indegne di essere vissuteā€.
Furono uccise negli ospedali, negli istituti, nei luoghi che avrebbero dovuto proteggerle.
Per mano di medici.
Con diagnosi false, firme, moduli, timbri.
Circa 300.000 persone con disabilitĆ  furono assassinate.
Il programma T4 fu il laboratorio dell’Olocausto:
le camere a gas, la selezione, la burocrazia della morte furono sperimentate prima su di loro.
La violenza non iniziò con il gas.
Iniziò quando qualcuno decise che non tutte le vite avevano lo stesso valore.
Oggi diciamo ā€œmai piĆ¹ā€.
Ma poi accettiamo che una persona con disabilitĆ  debba elemosinare assistenza.
Che la vita indipendente sia precaria.
Che i diritti dipendano dall’etĆ , dal reddito, dal comune in cui si nasce.
Oggi nessuno parla di eugenetica.
Ma si parla di costi.
Di sostenibilitĆ .
Di chi ā€œpesa troppoā€.
E quando una societĆ  comincia a misurare le persone in base alla loro utilitĆ ,
la strada diventa di nuovo pericolosa.
La memoria non serve solo a guardare indietro.
Serve a riconoscere ciò che sta accadendo adesso.
PerchƩ la disumanizzazione non comincia mai con la violenza.
Comincia con l’indifferenza.
E l’indifferenza, oggi, ĆØ ancora troppo presente.
Ricordare le vittime dell’Aktion T4
significa difendere ogni giorno il diritto a esistere, a scegliere, a vivere.
Senza condizioni.
Senza eccezioni.
Senza silenzi.

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