IL PREZZO DEL SILENZIO: 3 MILIONI PER DIRE SÌ ALLA CENTRALE E AL METANODOTTO
«Io ti pago e tu tacerai per sempre». Non usa giri di parole Mario Pizzola, portavoce del coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile”, per descrivere quello che definisce il “segreto di Pulcinella” della politica sulmonese: la trattativa in corso tra la Snam e l’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Luca Tirabassi.
Al centro della bufera ci sarebbe un accordo economico da 3 milioni di euro in cambio del via libera definitivo (e del silenzio istituzionale) sulla centrale e sul metanodotto di Case Pente.
Secondo Pizzola, la trattativa non sarebbe più una voce di corridoio, ma una realtà confermata anche durante un recente incontro promosso dal Rotary Club. L’accusa rivolta al primo cittadino è quella di aver tradito il dovere di trasparenza: «Il Sindaco Tirabassi continua a non dire una parola, nonostante l’evidenza dei fatti», si legge nella nota del coordinamento. Un silenzio che, per gli attivisti, equivale a una rinuncia alla tutela del territorio in favore di una “svendita” economica.
L’attacco di Pizzola non risparmia nessuno. Le opposizioni in Consiglio comunale vengono definite “ambigue e reticenti”, accusate di essersi svegliate solo ora dopo aver ignorato per anni il “disastro” di Case Pente. «Non si comprende se siano d’accordo o meno con questa svendita», incalza Pizzola.
Dura critica anche verso la cosiddetta “Sulmona bene”, rea di prestare fede alle rassicurazioni della multinazionale. Il coordinatore sottolinea come molti di coloro che oggi partecipano ai dibattiti nei club non si siano mai visti in 18 anni di mobilitazioni popolari contro l’opera.
L’analisi economica del coordinamento è impietosa. A fronte di un utile netto di 1,42 miliardi di euro realizzato da Snam nel 2025, i 3 milioni offerti al Comune sarebbero “briciole”. Ma il vero paradosso, secondo Pizzola, risiederebbe nel meccanismo dei costi:
«Saremo noi cittadini italiani a pagare il costo del metanodotto e della centrale attraverso l’aumento della bolletta energetica. I tre milioni rientreranno nell’appalto: Snam non tirerà fuori un euro di tasca propria».
Accettare il denaro, secondo il fronte del No, significherebbe per il Comune di Sulmona:
-
Rinunciare ai ricorsi legali: L’amministrazione dovrebbe ritirare l’azione pendente davanti al Tar dell’Aquila.
-
Cancellare i rischi: Verrebbero ignorati i pericoli per la sicurezza (inclusi i rischi di attentati citati nei documenti Snam) e per la salute pubblica.
-
Danni economici: Scomparirebbe dal dibattito il tema della svalutazione di terreni e fabbricati nell’area interessata.
«Tre milioni: tanto vale la dignità di un’intera popolazione», conclude amaramente Pizzola, ricordando che l’impatto dell’opera peserà sulle generazioni future per i prossimi decenni. La palla passa ora al Sindaco Tirabassi, dal quale la cittadinanza attende una risposta ufficiale sulla reale entità e natura di questa trattativa.



