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GLI HARLEM GLOBETROTTER, 100 ANNI E NON ACCORGERSENE

di Massimo Di Paolo

Per gli appassionati di Pallacanestro sono personaggi noti. Accettati o meno, ma lo sono. Un po’ atleti, un po’ clown, un po’ giocolieri da spettacolo. Gli Harlem Globetrotter una squadra di Pallacanestro che festeggia il 100esimo anniversario. I festeggiamenti sono appena iniziati con un tour mondiale iniziato a New York. Atleti che sfidano la gravitĆ , che fanno della prestazione e della destrezza con la palla da basket,una fusione tra gioco, intrattenimento e acrobazie. Saranno in Italia dal 9 Aprile (harlemglobetrotter.com). Uno spettacolo tra comicitĆ  ed equilibrismi, ritmati da giocatori fuori-serie.

Dietro questi giovani che sfidano la forza di gravitĆ  per infilare magicamente un pallone in un canestro si rintracciano tanti significati e una storia di alleanze e lotta contro l’esclusione degli uomini di colore dal mondo dei ā€œnormaliā€ che ha caratterizzato l’America soprattutto tra gli anni ’20 e  ’50. Nacquero nel 1926 nel South Side di Chicago per esibirsi, intrattenere e promuovere una delle sale da ballo ancora oggi tra le più famose e iconiche, la Savoy Ballroom. Si trovava tra la 140° e la 141° street ad Harlem, quartiere con la più importante comunitĆ  nera di New York e degli Stati Uniti. Sala da ballo dove lo swing regnava alla grande; il primo spazio pubblico con libero accesso senza nessuna forma di discriminazione razziale. GiĆ  allora Harlem si distingueva per la presenza dei migliori talenti neri che giocavano la pallacanestro rimanendo il centro della cultura afroamericana. Abe Saperstein ne divenne il manager e promotore avviando i Globetrotter verso un’ascesa mondiale per popolaritĆ , prestazioni sportive, e numeri da spettacolo. Tra Sport e giocoleria nasceva una profonda ambivalenza per quella squadra che della maestria e della coordinazione facevano un credo. Dovettero vincere nel 1940 il Word Professional Basketball Tournament di Chicago per essere riconosciuti negli ambienti della NBA americana, quella sorta di Federazione sportiva fatta di professionisti del Basket. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1951, bucarono la cortina di ferro esibendosi a Berlino diventandoveramente stelle internazionali.

Chuck Cooper fu il primo atleta di colore a firmare un contratto con la National Basket Association; gli argini erano rotti e questa meravigliosa sperimentazione che attraverso lo sport veicolava spettacolo, uguaglianza tra gli uomini e prestazioni straordinarie,assunse il suo giusto riconoscimento. Nel 2013 agli Harlem Globetrotter gli fu assegnato l’importante premio ā€œEddie Hanelā€ riservato agli sportivi impegnati contro il razzismo. WiltChamberlain, Goose Tatum, Connie Hawkins solo alcuni dei giocolieri che hanno portato i ā€œgiramondoā€ tra le stelle della Pallacanestro indossando il rosso, il bianco e il blu dei colori sociali.

L’inno che apre gli incontri da sempre, ĆØ stato ā€˜Sweet Georgia Brown’ di Kenneth Casey, seguito subito dopo da partite che hanno nutrito cartoni animati storici come GO-Go Globetrotters eI Simpson tutti doppiati in italiano da Domenico Crescentini e Paolo Modugno. 26.000 partite giocate in 124 paesi nel mondo, ma solo una ben ferma negli annali della storia dello Sport e del Basket. Era il 1948 quando i ā€˜Globe’ affrontarono gli allora ā€˜Minneapolis Lakers’ atleti rigorosamente bianchi, come del resto tutti i giocatori dell’allora National Basketball League. Partita indimenticabile giocata con la forza degli ideali, i Lakers furono sminuiti in tutto: nel gioco, nei punti realizzati e nella simbologia che rappresentavano. Fu una vittoria eclatante perchĆ©, in quella partita del lontano 1048, fu battuta una mentalitĆ  che divideva i bianchi dai neri, che voleva l’esclusione sociale e le diversitĆ  raziali. Fu una rottura definitiva in un’America che faceva fatica a cambiare, ieri come oggi.

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