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SALVINI A RIVISONDOLI TRACCIA LE LINEE GUIDA POLEMIZZANDO CON I GIORNALISTI

Salvini a Rivisondoli: “La Lega è un movimento vivo, libero e radicato nei territori”

RIVISONDOLI – Un intervento a tutto campo, politico e identitario, quello di Matteo Salvini oggi a Rivisondoli, nel corso della tre giorni “Idee in movimento” organizzata dalla Lega. Davanti a militanti e amministratori arrivati da tutta Italia, il leader del Carroccio ha rivendicato risultati, indicato le prossime battaglie e rilanciato il ruolo della Lega come movimento popolare, “non un partito tradizionale”.

Salvini ha aperto ringraziando chi ha partecipato all’iniziativa “spendendo tempo, energie e risorse personali”, sottolineando il valore della presenza fisica e del lavoro sul territorio. Un intervento dichiaratamente senza testo scritto, nel segno della spontaneità e dell’efficienza: “Il tempo è denaro, e va rispettato”.

Netta la critica al rapporto con una parte dei media, accusati di voler imporre l’agenda politica: “Non servono giornalisti amici, ma cronisti che raccontino la realtà. La Lega non si fa dettare le priorità da Roma, Bruxelles o dai palazzi editoriali”. Salvini ha anche ironizzato sulle ricorrenti previsioni di un suo passo indietro, “puntualmente smentite dai fatti”.

Al centro del discorso l’identità del movimento: apertura al confronto con chi la pensa diversamente, ma senza rinunciare ai propri valori. “Siamo un movimento con una missione – ha detto – non un partito che vive di potere per il potere”. Da qui il richiamo a uno “zaino leggero”, libero da personalismi e appesantimenti, per lasciare spazio a chi lavora davvero.

Ampio spazio ai risultati di governo. Sul fronte della giustizia, Salvini ha rilanciato l’appuntamento referendario del 22 e 23 marzo, invitando a votare sì per ridurre i tempi dei processi e introdurre maggiore responsabilità civile dei magistrati. In campo economico ha rivendicato la rottamazione delle cartelle esattoriali, definita una pace fiscale definitiva, con pagamenti dal 2026, rateizzazioni fino a nove anni e cancellazione delle sanzioni.

Sul piano della sicurezza, il leader leghista ha citato il calo di 121 morti sulle strade e la riduzione delle multe, attribuendo i risultati a buon senso, controlli mirati e alla rimozione degli autovelox irregolari. Confermato il sostegno alle forze dell’ordine, la difesa legale per uomini e donne in divisa e il rafforzamento della presenza militare nelle strade. Spazio anche alla sperimentazione del taser e all’ipotesi di pene accessorie per chi detiene armi improprie come coltelli.

Importante anche il capitolo famiglia e casa: per la prima volta, ha ricordato Salvini, sono stati stanziati 20 milioni di euro per aiutare genitori separati che rischiano di perdere l’abitazione dopo il divorzio, garantendo un tetto dignitoso ai figli. Forte anche l’intervento sulla tutela dei minori, con riferimenti a casi simbolo e alla difesa della famiglia naturale.

Sull’autonomia regionale, Salvini ha rivendicato l’approvazione delle preintese in Consiglio dei ministri, sottolineando la possibilità per le Regioni di gestire in modo più rapido emergenze e burocrazia. In ambito agricolo, ha ribadito il no all’accordo Mercosur per difendere la qualità delle produzioni italiane.

Non è mancato uno sguardo alla politica internazionale, con toni critici sulla gestione del conflitto in Ucraina e l’invito a privilegiare la tutela dei civili e una soluzione di pace, senza escalation militari.

Guardando al futuro, Salvini ha annunciato la partenza del tesseramento 2026 dal 1° febbraio, i gazebo per il referendum sulla giustizia a marzo e la grande manifestazione del 18 aprile in Piazza Duomo a Milano, chiamata a riunire “patrioti italiani ed europei” sui valori della libertà e dell’identità occidentale.

La chiusura è stata affidata al richiamo ai valori “non negoziabili”, con il ricordo di Oriana Fallaci a vent’anni dalla scomparsa e l’invito alla “maggioranza silenziosa” a tornare protagonista.

Un commento su “SALVINI A RIVISONDOLI TRACCIA LE LINEE GUIDA POLEMIZZANDO CON I GIORNALISTI

  • Fate sapere a Salvini che la riduzione dei processi non è assolutamente previsto nel referendum che andremo a votare, lo ha detto e ribadito anche il ministro Nordio

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