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PIANTEDOSI A RIVISONDOLI SU SICUREZZA E IMMIGRAZIONE

Sicurezza e immigrazione, Piantedosi a Rivisondoli: “Servono regole chiare e più forze sul territorio”

Sicurezza urbana, criminalità minorile e gestione dei flussi migratori sono stati al centro dell’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Rivisondoli, nel corso della tre giorni “Idee in movimento” organizzata dalla Lega. Un confronto che ha intrecciato dati, linee politiche e proposte operative, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il presidio dello Stato e prevenire i fenomeni di devianza giovanile.

Matteo Piantedosi durante il suo intervento a Rivisondoli

Nel suo intervento, il ministro ha illustrato numeri che destano preoccupazione. I reati commessi da minori sono passati dai 28 mila casi del 2010 ai 33 mila del 2022, con un aumento di episodi violenti e la diffusione delle cosiddette baby gang. Un fenomeno che, secondo Piantedosi, richiede risposte strutturali e non solo emergenziali.

Parallelamente sono stati richiamati i dati sugli sbarchi via mare, cresciuti in modo significativo negli anni scorsi: dai 42.925 arrivi del 2013 a oltre 181 mila nel 2016. Numeri che, ha sottolineato il ministro, hanno messo sotto pressione il sistema di accoglienza e reso più complessa la gestione dei territori. In questo contesto Piantedosi ha ribadito il presunto legame tra immigrazione clandestina e alcune forme di micro-criminalità giovanile, indicando la necessità di un maggiore controllo degli ingressi irregolari per prevenire situazioni di marginalità e degrado.

Sul fronte delle risposte del governo, il titolare del Viminale ha annunciato nuovi decreti sicurezza, orientati a rafforzare la responsabilità genitoriale nei casi di minori trovati armati e a inasprire le sanzioni per chi favorisce l’ingresso illegale nel Paese. Centrale anche il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine: 39 mila assunzioni già avviate e altre 30 mila previste, per un totale di oltre 69 mila nuovi ingressi, con l’obiettivo di aumentare la presenza sul territorio e la capacità di prevenzione.

Nel dibattito sono emerse anche proposte provenienti dagli amministratori locali. Da Latina è arrivata la richiesta di rafforzare i sistemi di videosorveglianza nelle aree più sensibili; è stata inoltre avanzata l’idea di istituire un garante per le vittime di reato, con supporto legale e psicologico. Dalla Calabria, invece, l’attenzione si è concentrata sugli interventi post-alluvione, con investimenti per la sicurezza del territorio e delle infrastrutture, mentre sul tema dei campi Rom è stata sollecitata una linea più rigorosa, con controlli stringenti e la decadenza delle assegnazioni abitative irregolari.

In chiusura, Piantedosi ha ribadito che la sicurezza resta una priorità politica, da perseguire attraverso un equilibrio tra accoglienza e rispetto delle regole. La linea emersa a Rivisondoli punta su un mix di prevenzione, repressione e rafforzamento dello Stato sul territorio, nella convinzione che solo misure strutturali possano contrastare in modo efficace criminalità minorile e gestione irregolare dei flussi migratori.

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