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CASEMATTE. QUANDO SI VUOLE ANNULLARE LA SOCIALITA’ IN UNA EX FABBRICA DEL DOLORE

di Giosafat Capulli 

L’AQUILA – L’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, per decenni e decenni ha diffuso nell’aria, della oggi Capitale della Cultura, solo grida di dolore. Era un luogo dove donne e uomini vivevano rinchiusi e legati per colpevolezza da presunta diversità. Da quasi un decennio, chiuso il manicomio, nell’area dell’ex psichiatrico si levano solo grida di gioia, note musicali, dibattiti e socialità. Una rivoluzione culturale vera, realizzata da un gruppo di giovani che hanno ridato speranza a quella che si può veramente definire Cultura, in una città e in un comprensorio  impolverato e insanguinato dal sisma del 2009. In questi giorni si parla di sgombero di quel luogo che sarebbe stato occupato, secondo i burocrati del tempo che viviamo, abusivamente. Idealmente questa cosa è insopportabile. Non regge al confronto con la realtà. Animare un luogo per decenni maledetto, con valori positivi, non è mai un “reato” da sgomberare. Semmai è un manifesto di libertà per tutti i cittadini che, diciamolo, hanno avuto  la fantasia e il coraggio di trasformare le ombre più cupe dell’umanità in un arcobaleno di gioia. Credo sia difficile, per chi oggi governa le sorti della città, accettare questo principio di buon senso e di liberalità. I loro idoli sono le ruspe mentali, non i giardini fioriti. Si barricano dietro leggi, leggine, norme, regolamenti e diritti di proprietà. Burocrazia che per un luogo pubblico (tale è lo spazio animato da CASEMATTE), con lungimiranza e visione del futuro può essere tranquillamente adattata alla realtà sociale attraverso convenzioni e gestioni a titolo gratuito degli spazi per l’associazione che li ha animati. Un minimo sforzo di fantasia libererebbe, senza clamori e scontri dialettici, sia le menti obnubilate dalle ideologie, sia il burocratismo di facciata dietro al quale ( è per ora solo un sospetto) spesso si nasconde l’idea inconfessabile di annullare chi ha una visione diversa e aperta della società aquilana. 

 

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