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UNA SAN FRANCESCA PER LA LEGA RADUNATA A ROCCARASO

Tra veleni e polemiche irrompe alla festa il ciclone Francesca Pascale


d
i Massimo Carugno.

Appartenente al popolo dei Franchi, per antonomasia ā€œliberoā€, perchĆ© quel popolo rivendicò sempre la sua indipendenza.

Questa ĆØ l’etimologia del nome Francesco o Francesca.

Ma non ĆØ per celebrare il Santo Nazionale, a cui ĆØ dedicato l’anno giubilare 2026, questo incipit, piuttostoper raccontare l’evento del week end legato a una Francesca molto particolare.

ChissĆ  quanti hanno riflettuto quanto sia bello al femminile questo nome che appartiene, oltre che a tantissime donne, anche alla celebre Pascale.

Sì proprio lei, la ex di Silvio Berlusconi ma anche di Paola Turci, che assurge alla ribalta della cronaca per la sua irruzione a piedi uniti nella kermesse della Lega che, con tante montagne che ci sono al nord, è andata a rompere il caxxo a quei poveri cittadini della nota meta sciistica abruzzese di Roccaraso.

Da ieri infatti ĆØ in corso, nella capitale dello sci centro-meridionale, una sorta di Atreju in piccolo, formatoLega Nord. Lega, Lega, si pronuncia con la elle, mi raccomando, non con la esse.

Si intitola ā€œIdee in movimentoā€.

L’atmosfera non ĆØ delle migliori.

L’ambiente ĆØ abbastanza lacerato e, quella che spicca di più, ĆØ l’assenza, non casuale, del Vice SegretarioNazionale Roberto Vannacci.

In una kermesse in cui sono presenti tutti gli esponenti di vertice del partito (ministri, sottosegretari, parlamentari) quella di Vannacci ĆØ un’assenza che pesa.

Probabilmente segna una distanza prodromica sui rumors che vedono il generale in procinto di fondare un suo partito.

Il generalissimo sta sulle palle quasi a tutti, tranne che a Salvini che forse le palle se l’è perse.

In moltissimi non tollerano la sua ascesa prepotente e il suo modus operandi un po’ alla ā€œcome caxxo mi pareā€.

In pochi non tollerano le sue esasperazioni sulle immigrazione, il suo continuo dar colpa di tutto a chiunque non abbia la pelle bianca, i suoi estremismi, i suoi fanatismi.

Tra questi Zaia, il liberal del movimento, che conduce con sƩ a Roccaraso il suo manifesto di riforma del partito, per una destra liberale che faccia propri i temi etici, civili, del fine vita e delle unioni civili.

ā€œNon possono essere tabù ideologiciā€ dice l’ex governatore del Veneto, ed ĆØ ā€œinaccettabile la caricatura di una destra contro gli immigratiā€.

Ed ĆØ proprio su questi temi che ieri c’è stato un panel su fine vita e temi etici con la partecipazione di Francesca Pascale da sempre vicina al mondo Lgbtq.

Non l’hanno digerita tutti.

Il ā€œdissidenteā€ Rossano Sasso, ha scritto su FB : ā€œAll’inizio non ci credevo davvero a questo tavolo con Francesca Pascale, visto che per anni con la Lega ho condotto una battaglia identitaria quotidiana in Parlamento e nelle scuole per contrastare chi, nel nome di quei ā€˜diritti civili’ usati come un cavallo di troia e in realtĆ  faceva propaganda dell’ideologia genderā€. (che campione)

Ma non ĆØ mancato Vannacci che ha chiosato sarcastico: ā€œNon sapevo che Pascale, oltre a essere dottore magistrale ed accademico in diritti civili, fosse anche un fine analista politicoā€. (Le sue citazioni sono sempre molto poco intelligenti).

Ma la risposta di Francesca Pascale non ĆØ stata meno dura: ā€œSe Vannacci lascerĆ  la Lega per il tema dei diritti? ƈ un alibi, in realtĆ  ha costruito la scissione da tempo, si ĆØ servito della Lega, di Salvini e di tutto l’elettorato, del loro elettorato, per avere il suo spazio. E questo ĆØ politicamente terribileā€.

Il duello tra i due ha spiegato un velo di opacitĆ  sul resto anche sul manifesto del coordinatore nazionale Armando Siri, che fa il paio con quello di Zaia, nel quale in tema di immigrazione scrive: ā€œl’accoglienza senza regole genera disordine. L’ordine senza umanitĆ  genera ingiustiziaā€ e poi su Vannacci chiosa quando dice che ā€œabbiamo bisogno di individui che alimentano lo spirito e non di generali che arruolano esercitiā€.

Domani la chiusura affidata a Salvini. Ma non ci appassiona neanche un po’.

Se proprio dobbiamo ridere preferiamo vedere un film comico.

Per il resto ci basta la ventata di freschezza libertaria di Francesca Pascale.

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