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GET ENERGY DIFENDE IL PROGETTO DI SULMONA: “NON È UN INCENERITORE, BASTA PAURE”

Il dibattito sul futuro energetico e ambientale della Valle Peligna entra nel vivo. Al centro della contesa c’è il progetto di Get Energy, la società italiana intenzionata a realizzare un impianto per il trattamento dei rifiuti nella zona industriale di Sulmona. Dopo settimane di proteste dei comitati e la presentazione di oltre cento osservazioni contrarie — incluse quelle del consigliere comunale di Sulmona Franco D’Angelo e di diversi medici del territorio — l’azienda ha deciso di rompere il silenzio con una nota, puntando tutto su una parola d’ordine: dati.

La principale difesa di Get Energy riguarda la natura stessa della tecnologia impiegata. “Non è un inceneritore”, ribadisce con forza la società, spiegando come il processo si basi sulla dissociazione molecolare. A differenza della combustione tradizionale, questa tecnica permette di trasformare materiali non pericolosi in vettori energetici (elettricità e calore) attraverso un processo controllato e mirato a ridurre drasticamente le emissioni.

L’azienda respinge inoltre l’etichetta di “impianto sperimentale”. A supporto della maturità del progetto, vengono citati i precedenti normativi: un impianto autorizzato in Campania nel 2018 con supporto universitario e, soprattutto, l’autorizzazione definitiva rilasciata dalla Regione Toscana nel 2024 per un sito industriale. “Il progetto di Sulmona”, sottolinea la nota, “si inserisce in un quadro tecnico e normativo già validato”.

Uno dei punti più sensibili per la cittadinanza riguarda la salute pubblica. Get Energy invita a non soffermarsi sulle “quantità teoriche” di fumi, ma sulle concentrazioni al suolo, ovvero su ciò che effettivamente viene respirato. Citando i dati ARTA sulla Valle Peligna, l’azienda rassicura che gli attuali inquinanti sono entro i limiti e che le simulazioni effettuate indicano incrementi “marginali” e ben al di sotto delle soglie di legge.

Per garantire la massima sicurezza, la società si è impegnata a:

  • Adottare le Migliori Tecniche Disponibili (BAT) europee.

  • Installare sistemi avanzati di abbattimento fumi.

  • Attuare un monitoraggio continuo e trasparente dei dati, accessibile alla comunità.


Nonostante le rassicurazioni tecniche, il fronte locale appare granitico nel rifiuto del progetto: la vicepresidente del consiglio regionale, Marianna Scoccia, insieme alle consigliere Antonietta La Porta e Maria Assunta Rossi, hanno espresso una posizione di contrarietà all’impianto.

La sfida lanciata da Get Energy, tuttavia, supera il piano ideologico. “La scelta per la politica è se affidarsi a dati e responsabilità o a rinunce e paure”, conclude l’azienda. Resta ora da capire se questa “arringa difensiva” basata sulla distinzione tra combustione e dissociazione basterà a scalfire il muro di scetticismo eretto da cittadini e istituzioni locali in difesa dell’ambiente e della salute pubblica.

Un commento su “GET ENERGY DIFENDE IL PROGETTO DI SULMONA: “NON È UN INCENERITORE, BASTA PAURE”

  • Non hanno le credenziali o l’esperienza provata.
    Non capisco come non sia un inceneritore ma produca fumi nocivi molecolarmente parlando.
    Non ci si può fidare, non ne la situazione in cui si trova Sulmona, già avvelenata più che abbastanza.

    Risposta

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