CronacaHomeIn Evidenza

SNAM “SALVATRICE” DI SULMONA? I COMITATI IRONIZZANO E CHIEDONO VERITÀ SULLE COMPENSAZIONI SEGRETE

Centrale Snam, il Coordinamento “Fuori dal Fossile” attacca: «Racconto edulcorato e trattativa segreta sulle compensazioni»

Un comunicato dai toni ironici ma dal contenuto fortemente polemico riaccende lo scontro attorno alla centrale di compressione Snam e al metanodotto Sulmona–Foligno. A diffonderlo è il Coordinamento per il clima Fuori dal Fossile, che punta il dito contro l’incontro riservato promosso dal Rotary club di Sulmona, durante il quale la società avrebbe illustrato il progetto a un pubblico definito “selezionato”.

Secondo il Coordinamento, la presenza della Snam in città sarebbe avvenuta “in incognito” e avrebbe restituito un’immagine fortemente rassicurante dell’opera. Nel comunicato si contesta la narrazione secondo cui la centrale di compressione non rappresenterebbe un ecomostro, ma un’infrastruttura paragonabile, per impatto ambientale, a un edificio di quattro piani, capace addirittura di migliorare il contesto circostante.

Nel mirino finiscono anche le affermazioni sulla valorizzazione dell’area archeologica di Case Pente, che secondo i comitati sarebbe stata “scoperta” grazie a Snam e resa fruibile al pubblico, così come le promesse di mitigazione ambientale, dalla tinteggiatura della centrale con colori armonizzati al paesaggio fino alla piantumazione di un milione e mezzo di alberi lungo l’Appennino. Una rappresentazione che il Coordinamento bolla come paradossale, spingendosi a parlare, con sarcasmo, di un’opera destinata a diventare “l’ottava meraviglia del mondo”, più ammirata del Mausoleo di Alicarnasso, e persino gradita a Ovidio.

Il cuore della contestazione, però, riguarda il tema delle compensazioni economiche. Se l’opera, come sostenuto dai promotori, non produrrebbe alcun danno ma solo benefici, perché – si chiede il Coordinamento – la Snam dovrebbe riconoscere ristori al territorio? La risposta ironica contenuta nel comunicato parla di una “generosità” dell’azienda, pronta non solo a lasciare il territorio migliore di come lo ha trovato, ma anche a elargire risorse per sostenere un’economia locale definita depressa.

A svelare i retroscena della presunta trattativa, secondo il Coordinamento, non sarebbe stato il sindaco Luca Tirabassi, accusato di mantenere un “silenzio religioso”, bensì l’imprenditore Gianni Cirillo, già assessore nella giunta guidata dal sindaco Fabio Federico. Cirillo, intervistato in una trasmissione  on Line apertamente criticata dai comitati, avrebbe confermato l’esistenza di una trattativa e parlato di una cifra attorno ai 3 milioni di euro, giudicata però insufficiente alla luce di precedenti promesse risalenti a oltre quindici anni fa.

Nel comunicato si ricorda anche un episodio del 2007, quando – secondo quanto riferito – l’allora assessore Filadelfio Manasseri avrebbe concordato con Snam una compensazione di 500 milioni di lire, circostanza citata con sarcasmo per sottolineare presunte incongruenze temporali e politiche.

Da qui l’appello finale: il Coordinamento chiede al sindaco Tirabassi di portare tutto “alla luce del sole”, convocando un confronto pubblico tra Snam e la cittadinanza, auspicando che l’azienda accetti di discutere apertamente anche con chi, da anni, contesta l’opera ritenendola inutile e dannosa per il territorio.

Una presa di posizione che conferma come, a distanza di anni, il progetto del metanodotto e della centrale di compressione continui a dividere profondamente la città, tra rassicurazioni istituzionali, trattative economiche e una protesta che non accenna a spegnersi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *