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PESCARA. VIA CONTE DI RUVO: UNA STRADA FUORI DALLE REGOLE

PESCARA – A guardare la storia funzionale di Via Conte di Ruvo, una strada larga 10,5 m, emerge un dato chiaro: ĆØ l’utenza automobilistica a definirne le modalitĆ  d’uso, non certo la segnaletica stradale.

Risalendo la serie storica delle immagini anche fino a circa 15 anni fa, la via si presenta sempre divisa in due corsie: quella meridionale riservata agli autobus in direzione monti-mare, l’altra dedicata al resto del traffico veicolare in direzione opposta, con il lato destro riservato ad un parcheggio lineare. Fino al 2015, la corsia bus misurava in larghezza 3 metri, mentre il resto della carreggiata, di 5 mt, ospitava il traffico ordinario.

Dopo il 2015, in seguito alla scarificazione dell’intera via per il rinnovo dell’asfalto (nelle foto), la corsia riservata viene ampliata a 4,5 metri per fare spazio a una corsia ciclabile in sede riservata di 1,5 metri: per il senso contrario lo spazio scende a 3,5 m.

Nonostante questi interventi di ripartizione funzionale, la strada viene sistematicamente utilizzata in tutt’altro modo: il tratto riservato al transito veicolare, adiacente al parcheggio lineare regolare in prima fila, ĆØ occupato da quello in seconda fila. Il transito in direzione mare monti avviene contromano sulla corsia dell’autobus.

Quando arriva un mezzo del trasporto pubblico locale, le auto si stringono quel tanto che basta per consentirne il passaggio, per poi riappropriarsi dello spazio più agevole.

Questa situazione raggiunge il suo apice di criticitĆ  a metĆ  giornata, in concomitanza con l’uscita della scuola di Via Catullo: non potendo più parcheggiare lato Piazza Unione, gli automobilisti che riprendono i loro figli si riversano lungo tutta Via Conte di Ruvo, occupando stabilmente la corsia di transito in seconda fila e lasciando come unico spazio di scorrimento la corsia dell’autobus, rigorosamente contromano.

Giorni fa ho fotografato una situazione ad imbuto: alle auto rigorosamente e caparbiamente in sosta in seconda fila, se n’è aggiunta una parcheggiata addirittura sulla pista ciclabile, costringendo i ciclisti a uscire dalla loro sede riservata e a immettersi sulla corsia dell’autobus.

Recentemente, in concomitanza con i lavori di sistemazione di Piazza Garibaldi, ĆØ stato rifatto l’asfalto lungo tutto il tratto sud, con il ridisegno della corsia preferenziale inclusa la pista ciclabile. Ma chi sperava in un riequilibrio nell’utilizzo della strada si ĆØ trovato di fronte all’ennesima riproposizione delle abitudini consolidate: parcheggio in seconda fila ben oltre la sosta breve e transito ormai regolare in contromano sulla corsia bus.

Viene spontaneo chiedersi: perchĆ© questa via ĆØ stata sempre utilizzata in palese contrasto con il Codice della Strada, che vieta la sosta in seconda fila e categoricamente l’invasione della corsia riservata del bus, procedendo addirittura contromano? Vista l’incapacitĆ  di autoregolazione, non sarebbe il caso di intervenire con elementi fisici di separazione, ancorchĆ© sormontabili, tra la corsia bus e il resto della carreggiata? Non sarebbe il caso di affermare con decisione quali sono le modalitĆ  corrette di fruizione di questo asse stradale anche con azioni di impedimento e costrizione fisica, magari istituendo una simil zona 30, con varco di ingresso, attraversamenti rialzati e chicane con parcheggi alternati e uno spazio per le bici, che qui manca completamente?

O bisogna aspettare che qualcuno, dopo almeno 15 anni di consolidato uso irregolare, proponga di eliminare completamente il tracciato riservato ai bus e trasformare l’intere carreggiata a due corsie a doppio senso, aggiungendo magari parcheggi anche sul lato sud, togliere anche la pista ciclabile, spostandone la funzione sul marciapiede, visto che spesso i ciclisti la abbandonano comunque, percependola come pericolosa e preferendo rifugiarsi in zone meno rischiose?

Non sarebbe un nuovo assetto funzionale, perchĆ© Via Conte di Ruvo funziona giĆ  in questo modo, da tanto. Evidentemente piace cosƬ, fuori dalle regole, un po’ a tutti.

Giancarlo Odoardi – ESPERTO PROMOTORE MOBILITA’ CICLISTICA

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