METANODOTTO SNAM, IL ROTARY DI SULMONA APRE AL PROGETTO E SCATENA LA PROTESTA DEI COMITATI
Una mossa inattesa che ha subito acceso il dibattito cittadino. Il Rotary club Sulmona ha chiamato a raccolta professionisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni del comprensorio per illustrare il progetto del metanodotto Snam sulla linea SulmonaāFoligno, segnando di fatto una presa di posizione che non ĆØ passata inosservata.
Lāincontro, promosso dal sodalizio presieduto da Mario Pelino, ha visto la partecipazione di SNAM, con un approfondimento tecnico affidato allāingegnere Maria Sferruzza. Al centro della serata, le caratteristiche dellāopera, le tempistiche e le fasi operative del cantiere, in un confronto diretto con il mondo delle professioni.
Secondo quanto illustrato dai tecnici, il metanodotto avrĆ una lunghezza complessiva di 169,2 chilometri e rientra nei Piani decennali Snam 2014-2023, oltre che nella lista dei Progetti di interesse comune (Pci) dellāUnione europea. Lāinfrastruttura costituisce uno dei cinque tratti funzionalmente autonomi della cosiddetta āLinea Adriaticaā, pensata per aumentare la capacitĆ di trasporto del gas proveniente dal Sud Italia, potenziare le reti locali esistenti e migliorare lāaffidabilitĆ complessiva del sistema nazionale.
Ć stato spiegato che prima dellāavvio dei lavori verranno predisposte 22 piazzole di stoccaggio per le tubazioni e i materiali necessari, mentre lāintervento si articolerĆ in più fasi: scavi, saldature, collaudi e successiva messa in esercizio. Per il gasdotto vero e proprio i tempi indicati guardano al 2027-2028, mentre la centrale di compressione di Case Pente dovrebbe essere completata entro la fine dellāanno. Il cantiere, allestito nel marzo scorso, ĆØ entrato nel vivo a settembre 2024 dopo le operazioni preliminari di scavi e sondaggi.
Proprio questa apertura del Rotary al progetto Snam ha però provocato lāimmediata reazione dei comitati cittadini, che da anni si oppongono alla realizzazione dellāopera. Per i movimenti contrari al metanodotto, lāinfrastruttura resta inutile e dannosa per il territorio, oltre che incompatibile con le fragilitĆ ambientali e sismiche della Valle Peligna. Una contrarietĆ ribadita con forza anche dopo lāincontro, vissuto come una legittimazione di un progetto che la protesta popolare non ha mai smesso di contestare.
Nel corso della serata si ĆØ parlato anche di ristori e compensazioni, un tema destinato a tornare al centro del confronto politico nei prossimi mesi. Ma il segnale lanciato dal Rotary ā quello di aprire un canale di dialogo tecnico e istituzionale con Snam ā ha giĆ avuto un effetto chiaro: riaccendere lo scontro tra chi vede nellāopera unāinfrastruttura strategica e chi continua a considerarla una ferita per il territorio.




Unāaltro esempio di chi comanda in valle !
Ora vanno di moda i “board” Trump docet.
Questo “board of business” ne ĆØ un esempio…le istituzioni pubbliche sono ormai obsolete e ingombranti, da silenziare e delegittimare, purtroppo, la nostra amministrazione con il suo silenzio gli dĆ “una grossa mano”