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VICINI PERSEGUITATI, LA VICENDA APPRODA AL PROCESSO

Vicini perseguitati, la vicenda approda al processo: due imputati scelgono il rito abbreviato

Arriva a una svolta giudiziaria la vicenda che ha portato una famiglia sotto la lente della magistratura per presunti atti persecutori ai danni dei vicini di casa. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Emanuele Lucchini, ha disposto che due dei tre imputati saranno processati con rito abbreviato, fissando l’udienza per l’11 febbraio.

La decisione riguarda un 18enne e un 75enne, rispettivamente figlio e nonno, per i quali il giudice dovrĆ  pronunciarsi anche sulle richieste avanzate dal difensore, l’avvocato Alberto Paolini, relative alla nomina di una perizia psichiatrica. Per entrambi il procedimento seguirĆ  il rito alternativo. Diversa, invece, la scelta del terzo imputato, un 52enne padre del giovane, che affronterĆ  il processo con rito ordinario: l’uomo era stato giĆ  raggiunto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento.

Secondo l’impianto accusatorio, nonno, padre e figlio avrebbero messo in atto condotte persecutorie nei confronti dei vicini di casa in un arco temporale compreso tra ottobre 2024 e marzo 2025. In particolare, dagli atti d’indagine emerge che il 18enne avrebbe aggredito a pugni la vicina in due diverse occasioni, costringendola a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’Ospedale di Sulmona.

Al padre, 52 anni, viene invece contestato un episodio ancora più grave: avrebbe tentato di investire con l’auto un vicino di 61 anni, che sarebbe riuscito a evitare l’impatto diretto finendo però contro alcune vetture in sosta e riportando lievi escoriazioni, poi refertate in ospedale. Il 75enne, infine, ĆØ accusato di aver molestato più volte la donna coinvolta nella vicenda.

Per il pubblico ministero Edoardo Mariotti, si tratta di fatti di particolare gravitĆ , poichĆ© le condotte contestate avrebbero generato nelle persone offese uno stato d’ansia tale da costringerle a modificare le proprie abitudini di vita. Le vittime, assistite dall’avvocata Silvia Iafolla, si sono costituite parte civile nel procedimento.

Di segno opposto la linea difensiva. Secondo l’avvocato Paolini, gli atti persecutori contestati sarebbero Ā«il frutto esclusivamente di una fobia delle persone offeseĀ», sostenendo che nessuno degli imputati avrebbe mai assunto comportamenti realmente pericolosi o persecutori.

Il confronto tra accusa e difesa entrerĆ  nel vivo a febbraio, quando il giudice sarĆ  chiamato a valutare sia le richieste preliminari sia il merito di una vicenda che ha fortemente segnato i rapporti di vicinato e ora attende il vaglio definitivo dell’aula di giustizia.

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