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MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: A PROCESSO 51ENNE. PICCHIÒ LA COMPAGNA DAVANTI AL FIGLIO

Dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 18 marzo un 51enne di Raiano, accusato di maltrattamenti in famiglia. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, ha disposto per l’uomo il giudizio immediato, a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Sulmona, guidati dal Maggiore Toni Di Giosia.

La vicenda affonda le radici nello scorso settembre, quando la tensione tra le mura domestiche è sfociata in episodi di violenza fisica e psicologica. Secondo l’impianto accusatorio, l’uomo si sarebbe reso protagonista di ripetute scenate di gelosia, offendendo l’onore e la dignità della compagna anche attraverso continue pretese di denaro.

In un’occasione il 51enne avrebbe colpito la donna con uno schiaffo al volto, mentre in un altro episodio l’avrebbe spinta con forza facendola cadere a terra. Ad aggravare pesantemente la posizione dell’imputato è la contestazione della violenza assistita: le aggressioni sarebbero infatti avvenute sotto gli occhi del figlio minore della coppia, un bambino di soli tre anni.

Dopo l’ultima aggressione, la donna aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai militari della stazione di Raiano. La denuncia aveva fatto scattare immediatamente il protocollo del “Codice Rosso”. Le indagini dei Carabinieri avevano inizialmente portato il GIP ad applicare la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi frequentati dalla persona offesa, poiché quest’ultima era stata costretta a stravolgere il proprio stile di vita nel costante timore per la propria incolumità.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il 51enne — assistito dall’avvocato Gianluca Lanciano — aveva respinto con forza ogni accusa, tentando di ribaltare la narrazione dei fatti:

“Sono io la vittima. Nell’ultimo anno sono finito più volte in ospedale per stati d’ansia e altre problematiche”, aveva dichiarato davanti al giudice.

Recentemente, la situazione sembrava aver preso una piega diversa sul piano privato: la donna ha infatti deciso di ritirare la denuncia, portando il magistrato a revocare le misure restrittive precedentemente applicate e favorendo il ricongiungimento della coppia.

Il ritorno alla convivenza non ha però fermato l’iter giudiziario. Trattandosi di maltrattamenti in famiglia, il reato è procedibile d’ufficio: lo Stato prosegue dunque l’azione penale indipendentemente dalla volontà della vittima. L’appuntamento in aula è fissato per metà marzo, quando l’uomo dovrà rispondere delle accuse contestate.

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