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COSPA ABRUZZO. PRODOTTI NON A NORMA UE: “DOMANI IN TRIBUNALE CON UN ASINO”

L’AQUILA – Domani 22 gennaio 2026 alle ore 10 saremo presenti con una decina di allevatori davanti al tribunale a presentare la denuncia al governo e all’unione europea per l’introduzione di prodotti non conforme agli standard della UE. La denuncia essendo troppo pesante la porteremo a piedi da Tempera con l’aiuto dell’asino Lollo percorrendo i marciapiedi della cittĆ  fino ad arrivare nella
sede del tribunale in via xx settembre per depositare la denuncia di introduzione di alimenti non conformi
al regolamento europeo che riportiamo di seguito: CE 178/2002, 1169/2011, 852/2004), costituendo un
rischio per la salute pubblica, con obblighi di gestione immediata per gli operatori del settore, inclusi il
richiamo dal mercato e la notifica alle autoritĆ  competenti, sebbene le procedure varino in base al
contesto. Per essere in regola con il regolamento CE gli agricoltori allevatori dovrebbero conseguire i corsi
di formazione come i contadini europei. Non si legge da nessuna parte che gli imprenditori agricoli del
Sudamerica abbiano fatto corsi di formazione e i controlli alla dogana a malapena arrivano al 3% su migliaia di tonnellate di prodotti. In pratica, il 97% del prodotto importato finisce sul tavolo degli italiani. Quindi si ravvisa il seguente articolo di legge del codice penale: art. 439(Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari) Chiunque avvelena acque o sostanze destinate all’alimentazione, prima che siano attinte o distribuite per il consumo, e’ punito con la reclusione non inferiore a quindici anni. Se dal fatto deriva la morte di alcuno, si applica l’ergastolo. Inoltre, si segnala un forte inquinamento per il trasposto di merci con il mercantile, il quale consuma 1500 tonnellate di carburante per arrivare in Europa e anche qui si ravvede un reato penale: l’inquinamento atmosferico ĆØ un reato in Italia, regolamentato principalmente dall’Art. 452-bis del Codice Penale (inquinamento ambientale) e dal D.lgs. 152/2006, che prevede sanzioni per chi causa una compromissione significativa e misurabile dell'aria, anche attraverso emissioni senza autorizzazione, configurando un reato ambientale (ecoreato) punito con reclusione e multe, e può aggravarsi in caso di disastro ambientale o conseguenze sulla salute umana. In più si ravvede una disparitĆ  di trattamento visto che in Italia sono sotto tutela solo 60 aziende come riportate dal sole 24ore. Insomma , vogliono far scomparire le piccole aziende con la storia del Green Deal con l’espropriazione dei terreni dove mettere i i pannelli solari, le pale eoliche e la riduzione del consumo suolo, riduzioni di pesticidi e altre sostanze riconosciute nocive dalla UE, poi si apre un mercato libero, che inquina, mette a rischio il polmone del mondo, ci bandiscono le panda ma si consentono a centinaia di mercantili di trasportare merci in Europa, delocalizzando un inquinamento che poi la natura con eventi atmosferici ce li restituisce sotto forma di correnti ventose, piogge e neve. Il mio naso sta fiutando grandi prebende, lo stesso odore anzi molto più acre di quello della mafia dei pascoli, si prega di far luce oltre che a organizzare l’ordine pubblico.

Il Cospa
Abruzzo
Dino Rossi

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