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ENTRA NEL VIVO IL PROCESSO PER LA MORTE DI ALESSIA PUGLIELLI

Il video, la paura e il silenzio: in aula il racconto che pesa sul processo per la morte di Alessia Puglielli

Un video mai mostrato in pubblico, cancellato su richiesta della stessa donna, e una paura percepita chiaramente da chi lo aveva ricevuto. ƈ da questo dettaglio inquietante che si ĆØ riacceso il processo per la morte di Alessia Puglielli, la personal trainer quarantenne di Sulmona deceduta l’8 luglio 2023 al Policlinico Gemelli di Roma. Il dibattimento ĆØ entrato nel vivo davanti alla Corte d’Assise di Roma con la testimonianza di un avvocato sulmonese, amico della vittima, chiamato a raccontare ciò che vide e ciò che gli venne chiesto di fare.

Nel filmato, inviato poco prima della tragedia, Alessia appariva fortemente dimagrita, con lividi evidenti al volto e ai polsi. Poco dopo l’invio, la richiesta: cancellare tutto. Ā«Sembrava terrorizzata all’idea che qualcuno potesse controllarlaĀ», ha riferito il legale ai giudici, descrivendo un clima di paura che, secondo l’accusa, sarebbe stato il risultato di una lunga sequenza di maltrattamenti.

Sul banco degli imputati c’è Marco Giuseppe Di Marco, compagno della donna, accusato di maltrattamenti aggravati dalla morte. Per la Procura, le condotte violente e vessatorie sarebbero iniziate nel settembre 2022 e avrebbero segnato l’intera relazione, caratterizzata da un progressivo isolamento di Alessia.

Dopo il trasferimento a Montesilvano e poi a Roma, la donna avrebbe interrotto i rapporti con amici e conoscenti: nel marzo 2023 aveva disattivato i social network e bloccato numerosi contatti su WhatsApp senza fornire spiegazioni. Aveva anche lasciato il lavoro e, poco prima di morire, era tornata a Sulmona per chiedere una consulenza legale sulla propria situazione matrimoniale.

La sera del 4 luglio 2023 era stato lo stesso compagno a chiamare i soccorsi, riferendo che Alessia aveva ingerito una quantitĆ  eccessiva di farmaci. Ricoverata d’urgenza al Policlinico Gemelli, la donna non si era mai ripresa dal coma ed era morta quattro giorni dopo, a seguito dell’assunzione di circa 70 pastiglie di caffeina pura.

Una morte che inizialmente appariva inspiegabile e che ora, secondo l’accusa, sarebbe la conseguenza diretta di un contesto di maltrattamenti psicologici e fisici, tali da spingere la vittima a compiere un gesto estremo. Un’ipotesi gravissima, che prevede una pena compresa tra i dodici e i ventiquattro anni di reclusione.

L’imputato, che ha scelto il rito ordinario, ha respinto tutte le accuse. SarĆ  la Corte a stabilire se quel clima di paura, raccontato anche attraverso un video mai visto, sia stato davvero la causa che ha portato Alessia Puglielli alla morte.

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