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DA VITTIMA A IMPUTATO: LUCA FAVILLA ORA RISCHIA IL PROCESSO

Dal racconto da vittima all’aula da imputato: Favilla ora rischia il processo per il pestaggio di Halloween

Quella notte di Halloween, segnata dal sangue e dalle sirene del 118 sotto l’arco di Porta Napoli, oggi torna al centro dell’aula di tribunale con un ribaltamento completo dei ruoli. Luca Favilla, 42 anni di Sulmona, che inizialmente si era presentato come vittima di un violento pestaggio, ora si trova dall’altra parte della barricata: è lui l’imputato, accusato di lesioni personali aggravate.

“Non ricordo nulla di quanto accaduto, ero completamente alterato”. È questa la frase pronunciata dall’uomo davanti al giudice, chiamato a testimoniare nel processo in cui figurava come persona offesa. Un racconto che, nel tempo, ha perso forza e coerenza. Favilla aveva denunciato di essere stato picchiato brutalmente nella villetta di Porta Napoli, di aver tentato la fuga fino all’arco e di aver chiesto aiuto al 118. In ospedale i medici gli avevano riscontrato ferite giudicate guaribili in trenta giorni, con trenta punti di sutura per i tagli al volto e alla tempia.

Su quelle dichiarazioni era finito sotto processo un 28enne, Felice Ferrusi. Ma la vicenda giudiziaria ha preso una piega diversa quando Favilla ha ritirato la querela, ridimensionando l’accaduto: “Ero molto alterato, erano solo tagli superficiali”. Il giudice Concetta Buccini ha quindi derubricato l’accusa da lesioni aggravate a lesioni personali, pronunciando il proscioglimento del giovane per remissione di querela.

Ora, però, i riflettori si spostano sul 42enne. La Procura ritiene che sia stato lui ad aggredire il 28enne, colpendolo con calci e pugni e minacciandolo con un bastone di bambù all’interno di un pub del piazzale San Francesco di Paola. A pesare è anche l’aggravante dello stato di ebrezza, che secondo l’accusa avrebbe impedito a Favilla di allontanarsi dal locale dopo l’alterco.

Il sostituto procuratore Stefano Iafolla ha chiesto il rinvio a giudizio. Il giudice ha fissato l’udienza predibattimentale per il 12 febbraio. Sarà in quella sede che si deciderà se le accuse sono sufficientemente solide da reggere un processo e chiarire, una volta per tutte, cosa accadde davvero quella notte di Halloween.

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