L’AQUILA CALCIO. L’ADDIO DI “POCHO” BANEGAS: SOTTO ACCUSA LA GESTIONE TECNICA DI FUCILI
L’AQUILA – Lāidillio spezzato tra il āPochoāBanegasĀ e LāAquila 1927 continua a far rumore. Il āPochoā, intervenuto durante la trasmissione āLa Domenica Sportivaā, ha deciso di spiegare senza filtri le ragioni che lo hanno portato a svestire la maglia rossoblù. Una scelta sofferta, dettata non da mancanze della societĆ , ma da un rapporto mai sbocciato con la nuova gestione tecnica. āMai al centro del progettoā.
Banegas ha parlato a cuore aperto, ribadendo la sua stima verso il club ma puntando il dito sulla gestione di campo:
āCon mister Fucili non avevo dialoghi. Non mi sono mai sentito al centro del progetto come ĆØ stato negli ultimi due anni, tanto da non essere riuscito a finire mai una gara dal suo arrivo.
Sono stato messo fuori nella partita più importante contro il Teramo. Ho provato a cercare di parlarci per non arrivare al punto di andar via ma non è servito. In sostanza sono stato obbligato a dover andar via. Mi dispiace per la gente, per i miei compagni, averli lasciati a metà Gennaio quando con loro ci siamo sempre detti di non mollare.
āNon ero tra le prime scelte del mister. Ognuno vede il calcio a modo suo, ma ĆØ giusto che i tifosi sappiano la veritĆ : io e la mia famiglia siamo stati accolti come figli, ma tecnicamente ero ormai fuori dal nuovo corso. Ho una certa etĆ e penso di essermi meritato sul campo un trattamento e una considerazione che meritavoā.
Un addio che scotta: tifoseria in rivolta.
Le parole di Banegas cadono come un macigno su un ambiente giĆ surriscaldato. Il deludente pareggio contro il Castelfidardo non ha fatto altro che alimentare il malumore di una piazza che vede il progetto tecnico āufficialmente fallitoā.
I punti critici della vicenda:
- Gestione Tecnica: LāincompatibilitĆ tra il calciatore più rappresentativo e lāallenatore.
- Mercato Invernale: Una rivoluzione che, a conti fatti, ha portato zero benefici in termini di punti.
- Rapporto con il Pubblico: La partenza del āPochoā ha creato una ferita profonda, rischiando di svuotare lo stadio proprio nel momento del bisogno.
Lāaddio di Banegas non ĆØ solo la perdita di un giocatore di talento, ma il simbolo di una spaccatura interna che ora la societĆ dovrĆ gestire con estrema cautela. Con una tifoseria ormai al limite della pazienza, il rischio di un distacco definitivo tra la squadra e la cittĆ ĆØ più concreto che mai.




