SANT’ANTONIO ABATE A CABBIA E CESAPROBA DI MONTEREALE NEL RACCONTO DI NANDO GIAMMARINI
MONTEREALE – A Cabbia e Cesaproba di Montereale, tra storia, fede e tradizione , la festa di S. Antonio. Un vecchio detto popolare recita: ” S. Antonio barba bianca se non piove la neve non manca” Quest’ anno il famoso proverbio non ĆØ stato rispettato poichĆ© e stata una bella giornata, sebbene nel colmo dell’ inverno, che ha favorito una grande partecipazione di pubblico tra simpatia, divertimento e ospitalitĆ . La ricorrenza in questione ha avuto da sempre un posto speciale nel mondo contadino in quanto il Santo ĆØ il protettore dei campi, degli animali e delle stalle, quindi profondamente intrecciato con la cultura rurale, contro il fuoco e di certe malattie della pelle. Infatti ĆØ rappresentato con un maialino ai piedi simbolo legato agli antichi ospedali antoniani che allevano i suini il cui grasso veniva utilizzato per curare le malattie della pelle. La ricorrenza di S. Antonio Abate, ĆØ una delle celebrazioni più antiche e radicate della tradizione popolare italiana ed europea. SantāAntonio ĆØ una figura che unisce spiritualitĆ cristiana, simbolismi antichi e riti collettivi che ancora oggi, in molte cittĆ e piccoli borghi, si rinnovano con falò, benedizioni e processioni. Egli, appartenente ad una famiglia benestante, dopo la morte dei genitori decise di distribuire i suoi beni ai poveri e di ritirarsi a vita eremitica, scegliendo il silenzio e lāascesi come forma di ricerca spirituale. Ć per questo motivo che viene ricordato come il padre del monachesimo cristiano, modello per generazioni di monaci che seguirono il suo esempio di vita solitaria e contemplativa. La tradizione vuole che il 17 gennaio davanti le chiese e nelle piazze italiane ci sia la benedizione degli animali. A Cesaproba di Montereale la festa, quest’anno, ĆØ iniziata la sera precedente con l’accensione dei falò in sette contrade in cui era stato diviso il paese. Uno spettacolo davvero molto bello e suggestivo. In ognuna si faceva una “panonta” diversa e tutti erano invitati ad assaggiarla. Il giorno della ricorrenza il tutto si ĆØ svolto nel migliore dei modi con la processione per le vie del paese, la banda musicale di Borbona, l’assaggio delle diverse prelibatezze nelle varie postazioni , un graditissimo vin brulĆØ e la sera una minestra a base di cereali in piazza Lucia Fluttuante. Il tutto accompagnato da una bella orchestra, che suonava in una tensostruttura riscaldata, ed allietato da un magnifico spettacolo pirotecnico. A Cabbia, frazione poco popolata in questo periodo, la festa del Santo protettore degli animali, prima festosa ricorrenza dell’ anno, si ĆØ tenuta domenica 18 per permettere una maggiore partecipazione. I festaroli, che ringrazio a nome del paese, coadiuvati da alcuni volenterosi che credono nella nostra ComunitĆ e nella continuitĆ delle tradizioni, si sono dati un gran da fare nell’ organizzazione. Dopo la processione per le vie del paese, con la statua del Santo e la funzione religiosa, un pranzo conviviale al dopo lavoro. Esclusivamente a base di “Colenne*” di S. Antonio salsicce e fagioli, panette benedette, dolci, bevande e caffĆØ. In serata ognuno ĆØ ripartito con l’ animo sereno di chi ha contribuito a mantenere in auge l antica tradizione. Arrivederci al prossimo festoso incontro, domenica 19 aprile p.v., per la festa di S. Rocchittu.
* minestra, con vari ingredienti, a base di farro.





Un articolo ben dettagliato nel descrivere una ricorrenza religiosa, con lāarricchimento di squisiti piatti tipici del posto. Il tutto descritto cosƬ bene da rammaricarsi per non esserci stati. Complimenti allāautore!!