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ANPI PROVINCIALE: L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA IMPONE GESTI DI PACE DI RISPETTO E DI INCLUSIONE

L’AQUILA – L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 ĆØ un vero orgoglio per tutte e tutti noi.
Ma ĆØ soprattutto un importante riconoscimento alla storia, al patrimonio culturale, al tessuto vivace
e dinamico degli operatori e dei professionisti del nostro territorio.
Sappiamo che nel senso più profondo, ā€œCulturaā€ sta a significare, non solo l’insieme di conoscenze,
elaborazioni, costumi, talenti e saperi, non solo patrimonio d’arte e creativitĆ , ma anche – forse
soprattutto – il complesso di atti e fatti che generano un’identitĆ , insomma la storia, la nostra storia.
L’Aquila, infatti nella sua storia contemporanea può vantare una grande cultura democratica,
antifascista, repubblicana che ne ha generato un’intensa vivacitĆ  politica e sociale.
Durante, e dopo la guerra, L’Aquila ritrova un profilo nuovo che ne ha segnato il futuro.
Le vicende dei Nove Martiri, delle stragi di Onna e Filetto, l’attivitĆ  della resistenza partigiana e
civile, la nascita nella nostra regione della gloriosa Brigata Maiella rappresentarono la rinascita
della nostra cittĆ  dopo la dittatura del fascismo e l’occupazione nazista, un rinascimento
democratico, civile, culturale.
Tra i protagonisti di quel tempo vi furono grandi politici e intellettuali espressione della lotta di
Liberazione come Carlo Chiarizia, Angelo Colagrande e Ubaldo Lopardi sindaci dell’Aquila,
straordinari rappresentanti del Parlamento Repubblicano come Emidio Lopardi e Maria Agamben
Federici attivi nella Resistenza e membri dell’Assemblea Costituente e ancora Lorenzo Natali e
Vincenzo Rivera, quest’ultimo tra i firmatari del ā€œManifesto degli intellettuali antifascisti del 1925ā€
redatto da Benedetto Croce.
Da questo patrimonio di uomini e donne L’Aquila ha trovato linfa ed energie per costruire un
patrimonio formidabile di UniversitĆ , Istituzioni teatrali, musicali e cinematografiche, Accademie,
scuole, e poi associazioni e organizzazioni che hanno formato intere generazioni educando al
sapere, all’impegno civico, al rispetto umano, al civile confronto politico, a un progresso solidale.
Facciamo che questa nostra storia viva, quest’anno e sempre, nelle celebrazioni dell’Aquila Capitale
della Cultura, per valorizzarne gli ideali democratici, rendere merito e giustizia alle personalitĆ  chi
si batterono per la libertĆ  e in molti casi morirono per essa.
Evitiamo che nelle pieghe di tanti importanti eventi si affaccino riferimenti reazionari, richiami
nostalgicamente parafascisti, messaggi razzisti e di odio che danneggiano il significato più profondo
e più bello che L’Aquila deve saper offrire.
Nel mondo difficile e pericoloso di oggi, in questo ā€œbrodo di sangueā€ come lo ha definito stamane
Altan inaugurando l’Anno Accademico dell’Accademia di Belle Arti, servono pensieri, parole e
gesti di pace, di inclusione, di rispetto.

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