L’AQUILA, FORZA NUOVA IN PIAZZA CONTRO L’ACCORDO UE-MERCOSUR: “ATTO DI GUERRA ALL’AGRICOLTURA”
Questa mattina le strade del capoluogo abruzzese hanno ospitato la mobilitazione di Forza Nuova, scesa in piazza per protestare duramente contro l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i paesi del Mercosur. Una manifestazione che segna l’inizio di una serie di iniziative che il movimento intende estendere a livello nazionale.
Al centro della contestazione c’è la difesa del comparto agroalimentare locale, che secondo i militanti verrebbe sacrificato in nome del libero scambio globale.
Le parole del Segretario Provinciale di Forza Nuova Abruzzo, Donato Liberatore, non lasciano spazio a mediazioni. L’accordo viene definito come un vero e proprio “atto di guerra” contro il tessuto produttivo della regione.
“Si tratta di una scelta scellerata che punta a distruggere le nostre eccellenze per favorire i profitti delle multinazionali,” ha dichiarato Liberatore.
Secondo la sigla politica, l’apertura dei mercati europei ai prodotti provenienti dal Sud America rappresenterebbe una minaccia diretta alla sopravvivenza dei produttori locali, già messi a dura prova dalle normative comunitarie.
Il cuore della protesta riguarda la disparità degli standard produttivi. Forza Nuova punta il dito contro Bruxelles, accusata di adottare un doppio pesismo: da un lato l’imposizione di tasse e burocrazia stringente per gli italiani, dall’altro l’apertura a merci straniere meno controllate.
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Standard qualitativi: Denunciata l’importazione di prodotti che non rispetterebbero i criteri di sicurezza alimentare vigenti in Italia.
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Impatto sociale: Il timore è quello di uno svuotamento definitivo delle campagne e della perdita di migliaia di posti di lavoro nel settore primario.
Quella dell’Aquila non rimarrà una protesta isolata. Liberatore ha confermato che la Federazione Provinciale rimarrà al fianco di agricoltori e allevatori: “La nostra terra non si tocca e il lavoro italiano va difeso con ogni mezzo”.
L’obiettivo del movimento è ora quello di portare la protesta in tutte le piazze italiane, trasformando il “no al Mercosur” in un tema di mobilitazione nazionale per ribadire la contrarietà alla “svendita” della produzione nazionale.




Una logica controversa e contraddittoria.
Sono le contraddizioni di una società liberamente capitalistica, legata al profitto individuale e privatistico.
Si vuole il libero mercato poi si vogliono tutele che ne limitano la libertà. O è libero oppure no.
Come dice Tajani è libero fino ad un certo punto, quando non tocca il nostro portafoglio o i nostri interessi.
Una logica incoerente sostenuta da un’idea personalistica e personalizzata.