ALESSANDRO CROCIATA, IL “PROFETA” DI SULMONA CHE HA CONQUISTATO MATTARELLA (E L’AQUILA)
C’è un uomo che ieri, all’Auditorium della Guardia di Finanza, ha stretto la mano a Sergio Mattarella ricevendo il plauso più ambito: quello per aver disegnato il futuro della Capitale Italiana della Cultura 2026. Quell’uomo è Alessandro Crociata, economista della cultura, professore ordinario e – dettaglio che dovrebbe far riflettere non poco – orgogliosamente sulmonese.
È lui il “cervello” dietro il dossier “L’Aquila Città Multiverso”, il piano strategico che ha convinto il Ministero e il Quirinale. Crociata, che ha vissuto e studiato a Sulmona diplomandosi al Liceo Scientifico “E. Fermi” nel 1993, incarna quella competenza tecnica che troppo spesso la sua città d’origine ignora o non sa valorizzare. Mentre L’Aquila gli affida le chiavi della propria rinascita, Sulmona resta a guardare un suo figlio eccellere altrove.
Un monito ai Peligni: il valore delle competenze
«Il Presidente ha catturato lo spirito con cui abbiamo lavorato per tradurre il desiderio di rinascita in un piano strategico territoriale», ha dichiarato Crociata a margine dell’incontro. Ma ha anche aggiunto una riflessione che suona come una sfida: «Vedremo se la città sarà in grado di affrontare questa sfida».
Questa frase dovrebbe risuonare forte nelle stanze del potere di Sulmona. Se un esperto capace di dialogare con il Capo dello Stato e di strutturare progetti di respiro europeo vive e opera a pochi chilometri di distanza, perché la città di Ovidio non lo coinvolge stabilmente per migliorare la propria situazione culturale? Trattenere e utilizzare queste forze non è un optional, ma l’unica via per uscire dall’isolamento.
Nicole Tuzii: la voce che dà vita alla strategia
A dare corpo e anima al progetto di Crociata è stata un’altra eccellenza sulmonese: Nicole Tuzii. La cantante, vera protagonista artistica della giornata inaugurale, ha incantato la platea istituzionale con una versione magnetica di “Crazy Boy” di Samuele Bersani.
Se Crociata ha costruito l’architettura del 2026, Nicole ne ha rappresentato la luce. Al termine dell’esibizione, la cantante ha regalato una riflessione che è diventata il manifesto della giornata: «Non ho conosciuto L’Aquila prima del 2009, per cui sto assistendo alla sua rinascita con una prospettiva diversa, senza il peso dell’aspettativa del passato. Per questa città tutto è possibile e tutto è futuribile. Spero che splenda sempre di più».
La lezione di Mattarella: Ovidio come guida
Il cerchio si è chiuso quando lo stesso Mattarella, nel suo discorso ufficiale, ha citato Ovidio, il poeta di Sulmona. Un riconoscimento che unisce la storia classica alla modernità del progetto di Crociata e alla freschezza della voce della Tuzii.
La giornata di ieri ha dimostrato una cosa sola: il motore della cultura abruzzese ha una forte trazione peligna. Resta da capire se Sulmona continuerà a esportare i suoi talenti per vederli trionfare altrove, o se avrà finalmente il coraggio di affidarsi ai suoi figli migliori per costruire, anche in casa propria, quel “possibile e futuribile” di cui ha parlato Nicole Tuzii.




Mi complimento con Claudio Lattanzio che è riuscito con il suo importante articolo a far uscire da un’ombra di non conoscenza le migliori risorse umane Sulmonesi come Alessandro Crociata e Nicole Tuzii. Complimenti a Claudio, Nicole ed Alessandro.
In valle vanno avanti ( si credono loro) solo gli yes man di personaggi che valgono zero e porto zero !
Bravo Alessandro Crociata e Nicole Tuzi.
la filiera F U N Z I O N A, F U N Z I O N A..per l’aquila mea!!