EX ORE TUO TE IUDICO
Caro direttore
il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia di inaugurazione di L’Aquila Città della Cultura 2026, nel Suo discorso beneaugurale ha voluto tra l’altro citare, oltre che Ovidio, anche Ignazio Silone. Lo spunto è tanto utile quanto risolutivo per chiarire in termini culturali la scomposta reazione dal palco del sindaco di Sulmona Luca Tirabassi durante la manifestazione dei sindacati per la vertenza della Valle Peligna del 31 Dicembre scorso a chi, come me, chiedeva solo che venisse delineato il futuro in termini di verità e giustizia rispetto ad una discettazione sulle tristi ovvietà del presente che è sotto gli occhi di tutti.
“Fidatevi di me” invece rispondeva rintuzzando volgarmente la legittima domanda con parole indegne della carica di primo cittadino e che sono ancora ricordate non senza sgomento. Diversamente, con il raffinato pensiero che lo contraddistingue, il Presidente Mattarella citando Ignazio Silone come una ventata di freschezza, ci ha ricordato che la libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di sperimentare, di dire NO a una qualsiasi autorità, letteraria, artistica, filosofica, religiosa, sociale, e anche politica” .
La libertà dunque non certo come assenza di vincoli e doveri ma sicuramente come capacità critica ed autonoma di mettere in discussione, cercare e opporsi anche all’autorità. La vera LIBERTÀ come postura dell’anima che non può rimanere solo una dimensione intimistica ma sente l’esigenza di essere esercitata nel pensiero e nell’azione, anche contro le convenzioni degli esseri umani. Alla luce di questi altissimi principi democratici di libertà che il Presidente Mattarella ci ha ricordato dall’Aquila, gli atteggiamenti di arrogante prevaricazione istituzionale condita da certa melliflua ipocrisia stridono assai, rivelando all’improvviso l’oscurantismo demagogico sparso a piene mani da coloro che sono parte e talvolta genesi del problema che dicono di voler risolvere.
Sono e rimango convinta invece, del valore sempre attuale della coltivazione del dubbio e dell’autonomia intellettuale come capisaldi di democrazia e come fondamenti dell’essere realmente liberi. Liberi di partecipare alla vita pubblica.
Grazie Presidente Mattarella per averlo ricordato a tutti, nella nostra terra d’Abruzzo, terra amara, amara terra mia.
Elisabetta Bianchi




Un po’ come l’acqua di Fontamara quando la vedi passare.
Quindi o un colpo di reni per raddrizzare la schiena o ciao ciao.
Complimenti all’avvocato Bianchi
Ancora una volta Elisabetta Bianchi unica VERA VOCE di cui FIDARSI!