PROIETTILI IN BUSTA E MINACCE: DUE SULMONESI A PROCESSO PER TENTATA ESTORSIONE
Una busta consegnata a mano, dentro tre proiettili calibro 22, e una frase secca come un avvertimento mafioso: “Dacci i soldi, altrimenti farai questa fine”. È questo uno degli elementi chiave che ha portato al rinvio a giudizio di due uomini accusati di tentata estorsione ai danni di un imprenditore di Sulmona.
Con l’accusa di tentata estorsione in concorso, Giuseppe Serva, 33 anni, e Daniele Di Cesare, 40 anni, sono stati rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 6 ottobre.
Secondo la ricostruzione effettuata dalla squadra anticrimine del Commissariato di Sulmona, che ha condotto le indagini, i due imputati avrebbero agito in concorso mettendo in atto una serie di minacce gravi e reiterate nei confronti di un imprenditore sulmonese di 50 anni. Le pressioni sarebbero iniziate all’inizio di novembre 2017 e si sarebbero protratte fino al 18 dello stesso mese.
Gli imputati avrebbero prospettato alla vittima l’esistenza di presunti soggetti di origine napoletana — mai identificati e ritenuti inesistenti dagli inquirenti — che avrebbero preteso il pagamento di una somma compresa tra i 10 e i 20 mila euro. In caso di mancato pagamento, sarebbero stati annunciati controlli fiscali della guardia di finanza e pesanti ritorsioni personali.
A rafforzare il clima intimidatorio, secondo l’accusa, la consegna della busta contenente tre proiettili calibro 22. Nel corso delle minacce sarebbe stato inoltre prospettato l’incendio dell’autovettura dell’imprenditore o, in alternativa, uno sfregio personale.
Per la Procura, tali condotte configurano “atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere la persona offesa a consegnare il denaro, allo scopo di conseguire un ingiusto profitto”. L’evento non si sarebbe però consumato per il volontario recesso degli autori.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Stefano Iafolla, contesta a entrambi gli imputati anche la recidiva, con specifiche aggravanti. Accuse ritenute solide dal gup, che ha disposto il rinvio a giudizio.
La persona offesa, dopo l’ennesima minaccia, aveva deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine, spiegando agli inquirenti di non avere alcun rapporto con gli imputati né collegamenti tali da giustificare l’intervento della guardia di finanza.
Giuseppe Serva e Daniele Di Cesare sono difesi dagli avvocati Alessandro Margiotta e Silvia Iafolla.




Pure a Sulmona!!!! Ormai mafia ovunque…