AGENZIA DI PROTEZIONE CIVILE. GIOVANNI CAVALLARI: “SCELLI NON FACCIA LA VITTIMA E DIA RISPOSTE”
TERAMO – “Scelli eviti di fare la vittima: servono risposte, non nervosismo. I continui cambi di
linea certificano lāassenza di una visione sulla Protezione Civile.
Le dichiarazioni rilasciate dal direttore della Protezione Civile regionale, Maurizio Scelli, ad
una testata giornalistica evidenziano nervosismo e confermano un preoccupante distacco
dal personale, dai territori e dagli amministratori locali. Nessuno āprende di miraā il direttore
per colpire il presidente Marsilio: questa ĆØ una ricostruzione comoda, ma non veritiera. Le
critiche riguardano scelte concrete, atti amministrativi e una gestione che sta producendo
malumori diffusi tra sindaci, operatori e volontari.
In una regione che negli ultimi anni ĆØ stata duramente colpita da eventi calamitosi gravi e
ripetuti, non ci si può permettere unāAgenzia di Protezione Civile attraversata da tensioni
interne, divisioni e incertezze strategiche. La Protezione Civile non ĆØ un fortino personale
né uno strumento di propaganda: è un servizio pubblico essenziale che deve essere
efficiente, coeso e sottoposto al controllo democratico.
Sul tema del dialogo istituzionale ĆØ bene essere chiari: non ho mai ricevuto dal Direttore
Scelli, nƩ dalla sua struttura, inviti formali, incontri, confronti o momenti di
approfondimento. Parlare di apertura e collaborazione mentre si escludono o non si
risponde sistematicamente ai consiglieri regionali ĆØ una contraddizione che smentisce nei
fatti la narrazione proposta.
Citare singole esercitazioni o iniziative pubbliche non basta. Il dialogo non ĆØ fatto di eventi
spot o operazioni di immagine, ma di confronto costante con chi rappresenta i territori e ha
il dovere di vigilare sullāazione amministrativa. La Protezione Civile non ĆØ pensata per
organizzare concerti o passerelle mediatiche, ma per essere pronta a rispondere in modo
rapido ed efficace a eventi calamitosi di qualsiasi tipo.
Emblematico, in questo senso, ĆØ il caso della sede di Notaresco. A settembre il direttore
Scelli aveva pubblicamente annunciato che la sede non sarebbe stata chiusa. Oggi,
invece, ci troviamo di fronte a decisioni e atti che vanno in direzione opposta, senza
risposte scritte, senza confronto con il territorio e senza chiarire fino in fondo le ricadute
sul presidio territoriale e sui tempi di intervento, soprattutto in unāarea fragile come il
Teramano. Questa contraddizione non ĆØ secondaria: mina la credibilitĆ dellāazione
amministrativa e dimostra una gestione priva di una visione chiara su cosa debba essere
la Protezione Civile regionale. I continui cambi di idea certificano proprio questa mancanza
di strategia.
Liquidare inoltre le criticitĆ interne e le segnalazioni del personale come āmontature
politicheā ĆØ un errore grave. Chi guida una struttura complessa dovrebbe ascoltare, non
delegittimare. Negare i problemi non li risolve, li aggrava.
Alla luce di tutto questo, pongo alcune domande semplici e dirette al direttore Scelli, alle
quali i cittadini e gli operatori della Protezione Civile meritano risposte chiare e
documentate:
con quali risorse economiche sono stati finanziati concerti, eventi pubblici, allestimenti di
palco, service audio e luci e iniziative collaterali riconducibili alla Protezione Civile
regionale, e attraverso quali atti amministrativi tali spese sarebbero state autorizzate e
rendicontate;
che fine abbia fatto lāospedale da campo più volte annunciato e sbandierato come
elemento strategico della struttura regionale: se sia stato effettivamente acquisito, se
tramite acquisto o noleggio, con quali risorse, dove sia attualmente collocato e se sia oggi
realmente operativo in caso di emergenza.
Non si tratta di polemica, ma di trasparenza, prioritĆ di spesa e reale capacitĆ operativa.
Su questi temi servono risposte nel merito, non reazioni nervose o tentativi di spostare il
piano del confronto.
Se, come afferma lo stesso Scelli, il responsabile politico della Protezione Civile regionale
ĆØ il presidente Marsilio, allora ĆØ inevitabile trarre una conclusione chiara: una struttura
poco o mal organizzata ĆØ anche una responsabilitĆ politica diretta del presidente. Le
responsabilitĆ valgono non solo quando si rivendicano risultati, ma soprattutto quando
emergono criticitĆ che incidono sulla sicurezza dei cittadini”.
*Consigliere regionale Patto Per L’Abruzzo




