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TASSA COMUNALE SULLA DISABILITA’. PIETRUCCI: “RITIRATELA SENZA CIURLARE NEL MANICO”

di Pierpaolo Pietrucci

L’AQUILA – ā€œAccolgo con un sorriso le ricostruzioni della destra comunale: la politica, quella seria, ĆØ fatta di atti, non di aggettivi. Chiamare ā€˜allarmismo’ la difesa dei diritti dei più fragili ĆØ un espediente retorico che non cancella la realtĆ : da febbraio, molte famiglie aquilane si troveranno a dover scegliere tra servizi essenziali e bilancio domestico. ƈ necessario ristabilire un po’ di ordine tecnico, lontano dai toni accesi e più vicino alla veritĆ  dei documenti. Definire la compartecipazione al 30% come un ā€˜atto dovuto’ della Regione ĆØ, tecnicamente, un’inesattezza che svela una preoccupante disattenzione nella lettura delle norme. Il Piano Sociale Regionale 2022-2024 (Art. 4, comma 5) — che invito il consigliere Maccarones a rileggere, stavolta con la dovuta calma — parla chiaro: l’ente locale può prevedere una quota a carico dell’utente, non ĆØ obbligato a farlo. La Regione definisce la cornice, ma ĆØ il Comune a decidere se riempirla con le tasse ai cittadini o con le proprie risorse di bilancio. Comprendo che la distinzione tra ā€˜potere’ e ā€˜dovere’ possa apparire sottile a chi ĆØ abituato agli slogan, ma ĆØ proprio in questo scarto che risiede la responsabilitĆ  politica. Vedo poi che la maggioranza, non potendo smentire il dato tecnico sulla propria discrezionalitĆ , preferisce rifugiarsi nel passato o in lunghi elenchi di ‘bonus’ che nulla hanno a che vedere con il tema di oggi. ƈ un esercizio retorico curioso: citare quanto fatto negli anni scorsi per giustificare un errore presente ĆØ come cercare di spegnere un incendio oggi dicendo che ieri abbiamo piantato degli alberi. Se ĆØ vero, come sostiene il consigliere Maccarone, che questa Amministrazione ha saputo ampliare la platea dei sussidi — traguardi che nessuno nega — allora la domanda sorge ancora più urgente: perchĆ© proprio ora, nel momento di massima soliditĆ  finanziaria, decidete di fare un passo indietro sulla pelle delle persone con disabilitĆ ? I diritti non sono fiches da scambiare: non si sbandierano i voucher sportivi per bilanciare l’introduzione di una tassa sull’assistenza. ƈ paradossale chiedere nuovi sacrifici a famiglie che giĆ  vivono nell’incertezza di servizi spesso carenti: i centri diurni sono bloccati da mesi in attesa delle linee guida e degli avvisi che sono stati pubblicati solo ieri, mettendo in difficoltĆ  le famiglie con i disabili che hanno solo 15 giorni per costruire progetti e rispondere ai bandi. Aggiungere una nuova partecipazione alla spesa, mentre molti cittadini sono giĆ  costretti a pagare prestazioni private per sopperire alle lacune del pubblico, non ĆØ equitĆ , ĆØ un aggravio inaccettabile. Il Comune dell’Aquila, che vanta bilanci solidi e una caterva di risorse pubbliche, straordinarie, per la promozione della propria immagine, ha la piena facoltĆ  di coprire queste quote. Scegliere di non farlo ĆØ una precisa volontĆ  politica, non un vincolo burocratico subƬto passivamente.
Chi vive con un ISEE di 8.000 o 10.000 euro combatte con spese che nessuna tabella Excel può fotografare: chiedere loro di finanziare i servizi, mentre si spendono cifre ingenti per l’effimero, per i balletti e gli spettacoli, ĆØ una contraddizione che la nostra cittĆ , il capoluogo di regione, non merita. Suggerisco al consigliere Maccarone di approfondire i testi integrali dei provvedimenti prima di lanciarsi in difese d’ufficio cosƬ fragili: una lettura più attenta gli risparmierĆ  in futuro scivoloni tecnici che mal si conciliano con il ruolo che ricopre. C’è sempre tempo per recuperare le lacune informative, possibilmente prima di votare atti che pesano sulla vita delle persone. Essere Capitale della Cultura significa dimostrare un modello di civiltĆ  che non ha a che vedere con queste scelte disumane. Non chiediamo miracoli, ma coerenza, cuore e coraggio: una cittĆ  che brilla per i suoi faraonici e chiacchierati ā€œpalchiā€, non può lasciare nell’ombra chi cammina con più fatica. La Giunta comunale faccia un atto di coraggio: utilizzi il ā€˜tesoretto’ comunale per azzerare queste quote. Solo cosƬ l’orgoglio di sabato sarĆ  autentico e condiviso da tutti i cittadini.ā€

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