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CENTRALE SNAM DI SULMONA: TRE MILIONI PER IL SILENZIO

TRE MILIONI PER IL SILENZIO: L’ACCUSA DEL COORDINAMENTO CONTRO L’ACCORDO SNAM-COMUNE DI SULMONA

 

Quanto vale la vita di un territorio? Secondo il Coordinamento “Per il clima Fuori dal fossile”, appena tre milioni di euro. È questa, infatti, la cifra che sarebbe stata concordata tra la Snam e il Comune di Sulmona per chiudere definitivamente la partita legata alla centrale di compressione e al metanodotto della Linea Adriatica.

Una somma che il Coordinamento definisce “irrisoria”: lo 0,12 per cento di un’opera dal valore complessivo di circa due miliardi e mezzo di euro. Un investimento che, secondo i promotori della protesta, non ricadrebbe realmente sulla multinazionale del gas, ma sui cittadini italiani, attraverso fondi pubblici – anche del Pnrr – e un aumento delle bollette energetiche.

Nel comunicato diffuso ieri, il Coordinamento punta il dito contro il sindaco Luca Tirabassi, accusandolo di aver condotto una trattativa “segreta”, senza informare la cittadinanza né il Consiglio comunale. Un comportamento che, a loro avviso, viola il principio di trasparenza amministrativa e lascia l’intera comunità di fronte a un fatto compiuto.

Secondo gli attivisti, i danni connessi all’insediamento Snam sarebbero incalcolabili e nessuna compensazione economica potrebbe davvero ripagarli. L’elenco è lungo e pesante: inquinamento dell’aria e dei terreni per i decenni futuri; devastazione di un’area di alto pregio paesaggistico alle porte del Parco nazionale della Maiella; cancellazione di un corridoio faunistico cruciale per l’orso bruno marsicano; distruzione di un vasto complesso archeologico con testimonianze romane, italiche e dell’Età del Bronzo; perdita di terreni agricoli e svalutazione di fabbricati; aumento del rischio in un’area già ad elevata sismicità; fino alla trasformazione della centrale in un potenziale obiettivo strategico in caso di guerra o attentati.

A tutto questo si aggiunge un ulteriore nodo, giudicato decisivo: negli accordi con i Comuni, la Snam inserirebbe una clausola di rinuncia a ogni azione legale pendente. Una condizione che potrebbe comportare l’abbandono del ricorso ancora aperto al Tar di L’Aquila sulla presunta illegalità del cantiere di Case Pente.

Il Coordinamento ricorda infine i numeri del colosso energetico: nel 2025 l’utile netto della Snam si sarebbe attestato intorno a 1,42 miliardi di euro. Un dato che, secondo gli attivisti, stride con la modestia della cifra offerta a Sulmona e alimenta l’amara conclusione del comunicato: mentre la multinazionale “ha di che sorridere”, al territorio resterebbero solo i danni. E al Comune, “a fronte di tanto disastro”, poco più di quelli che vengono definiti simbolicamente “i classici trenta denari”.

2 commenti riguardo “CENTRALE SNAM DI SULMONA: TRE MILIONI PER IL SILENZIO

  • Ed ora attendiamo la replica del “rappresentante del Comune di Sulmona”.

    Risposta
  • Salvatore

    Ma è vero? Spero di no.
    Attendiamo una replica o una affermazione su questo giornale.
    Certo non voglio credere che tutto ha un prezzo.

    Risposta

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