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TASSA COMUNALE SULLA DISABILITA’. PIETRUCCI: “SENZA DIRITTI NON C’E’ CULTURA”

di Pierpaolo Pietrucci

L’AQUILA – Mancano poche ore a un momento storico: sabato celebreremo L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Un traguardo che sostengo con convinzione, ma proprio perché la cultura è cura dell’umano, non possiamo accettare che la dignità dei più fragili venga messa in pausa per non disturbare il clima di festa. Oggi troppe famiglie sono strette in una doppia morsa: nuovi costi e diritti negati.
*LA TASSA SULLA DISABILITÀ* Da febbraio l’assistenza e i trasporti sociali costeranno alle persone con disabilità il 30% in più. Ci dicono sia un “atto dovuto” imposto dalla Regione, ma è una mezza verità: il Regolamento Regionale 2023 (art. 5) lascia ai Comuni la facoltà parzialmente o completamente di coprire quei costi. Una porta aperta che il nostro *Comune* ha scelto di chiudere nel nuovo Regolamento 2025. “Vantiamo”, dicono “un bilancio solido”, sostenuto anche dai tanti fondi straordinari dello Stato. Se le risorse ci sono, perché non usarle per chi vive con un ISEE di appena 8.000 euro? Il valore di una Capitale si misura da questo: far sentire chi cammina in salita, partecipe dello stesso destino di chi celebra il traguardo.
*IL RITARDO SULLA VITA INDIPENDENTE* A questo si aggiunge lo stallo del fondo per la Vita Indipendente. La scadenza è il 31 gennaio, ma gli Enti d’Ambito (compreso il Comune) non ha ancora pubblicato i moduli ufficiali. Come può una famiglia costruire un progetto di vita in soli quindici giorni? È un cortocircuito offensivo: fulminei nel normare i costi a carico dei cittadini, immobili nel garantire i loro diritti. Sui soldi da chiedere si corre, sui diritti da garantire si rallenta.
, : non c’è grandezza dove la burocrazia diventa un muro per i più deboli. Sabato sarò alla cerimonia con il cuore colmo di orgoglio, ma sarà completo solo quando L’Aquila saprà essere una casa sicura ed equa per ogni suo figlio, ogni suo genitore e per tutti i suoi fratelli e le sue sorelle disabili.
Spero in un sussulto di responsabilità
del Comune dell’Aquila e degli altri Enti d’Ambito: sblocchiamo i moduli e riconsideriamo quelle percentuali che pesano come macigni. Rendiamo L’Aquila 2026 la capitale di una cultura che protegge e non lascia nessuno a combattere solo contro il tempo e l’indifferenza.
Essere Capitale della Cultura significa dimostrare al Paese un modello di civiltà, non solo di estetica.

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