COORDINAMENTO DOCENTI DEI DIRITTI UMANI: CON IL POPOLO IRANIANO MASSACRATO IN CERCA LA LIBERTA’
ROMA – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime preoccupazione per
il popolo iraniano e gli manifesta sentita vicinanza in un momento storico di straordinaria gravità,
nel quale si intrecciano aspirazioni di libertà e risposte repressive di inaudita durezza.
Negli ultimi mesi in Iran si sono sviluppate proteste diffuse in numerose città, inizialmente legate a
gravi difficoltà economiche e al peggioramento delle condizioni di vita, e rapidamente evolute in
richieste più ampie di rispetto dei diritti civili e politici. Le autorità hanno risposto con repressione,
arresti di massa, blackout delle comunicazioni, ma soprattutto con il massacro dei civili.
Ciò che sta accadendo in Iran non può essere ricondotto a una contingenza politica né circoscritto a
una dimensione interna, ma rappresenta una profonda domanda di riconoscimento, di dignità e di
autodeterminazione che attraversa soprattutto le giovani generazioni e il mondo studentesco.
A tale domanda si contrappongono pratiche di controllo, violenza e intimidazione che negano i
diritti fondamentali della persona e mortificano il valore stesso della vita umana. Le testimonianze
che giungono alla comunità internazionale, pur frammentarie e spesso soffocate dalla censura,
restituiscono il volto di una società ferita, ma non rassegnata.
Il nostro pensiero va anche alla comunità iraniana presente in Italia, ai cittadini, agli studenti, agli
intellettuali e ai lavoratori che vivono nel nostro Paese e che osservano con dolore e apprensione
quanto sta accadendo nella loro terra d’origine. A loro, così come a tutte le sedi diplomatiche e
culturali chiamate al dialogo e alla responsabilità internazionale, rivolgiamo un appello affinché la
tutela dei diritti umani resti un orizzonte non negoziabile.
In gioco non vi è soltanto il destino di un Paese, ma il rispetto di quei principi universali che
fondano l’idea stessa di umanità condivisa. Il diritto alla libertà di pensiero ed espressione,
all’istruzione, alla partecipazione civile e alla pari dignità tra donne e uomini costituisce un
patrimonio comune che non può essere sospeso né relativizzato. Quando tali diritti vengono
sistematicamente violati, l’intera comunità internazionale è chiamata a interrogarsi.
In questo quadro, la scuola non può assumere una posizione neutrale o silente. L’inizio di questa
nuova era per l’Iran interpella in modo diretto la responsabilità educativa e culturale delle istituzioni
scolastiche. Educare ai diritti umani significa fornire strumenti critici per comprendere il presente,
riconoscere le dinamiche dell’oppressione e dare senso alla parola libertà come conquista storica,
fragile e sempre esposta al rischio della negazione.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita le scuole, i docenti e
gli studenti a non rimuovere quanto sta accadendo, ma a farne oggetto di riflessione consapevole, di
approfondimento e di memoria. Solo attraverso la conoscenza e la presa di coscienza è possibile
contrastare l’assuefazione alla violenza e all’ingiustizia.
Esprimiamo la nostra vicinanza a quanti, in Iran e fuori dall’Iran, continuano a rivendicare
pacificamente diritti e dignità, spesso a costo della propria sicurezza e della propria vita. Ribadiamo
che la scuola, luogo per eccellenza della formazione delle coscienze, non può sottrarsi al compito di
testimoniare, comprendere e trasmettere il valore universale dei diritti umani.




