DACIA MARAINI: “LA MIA PESCASSEROLI, RIFUGIO PERFETTO PER SCRIVERE DI NATURA E DIRITTI”
Il legame tra letteratura e impegno civile in Dacia Maraini non ha mai conosciuto confini netti. La conferma arriva dalla sua ultima fatica letteraria, āAnche i cani a volte volanoā (Solferino), un’opera che l’autrice definisce necessaria per contrastare lāarroganza dellāuomo nei confronti degli altri esseri viventi. In un’intervista rilasciata al quotidiano il Centro, la scrittrice esplora il sottile filo rosso che unisce la difesa della biodiversitĆ alla sua dimensione privata di studiosa e narratrice.
La bontĆ come atto politico
Uno dei temi centrali del libro ĆØ la riabilitazione del concetto di bontĆ . Maraini ha spiegato come oggi questo sentimento venga spesso deriso e bollato come “buonismo”, specialmente in una societĆ che premia il cinismo e la forza. Al contrario, per la scrittrice la vera bontĆ risiede nell’attenzione verso chi ĆØ indifeso. Non si tratta solo di sentimenti, ma di una posizione politica chiara contro pratiche come la caccia, i circhi e gli zoo.
Nonostante l’Europa abbia mosso passi avanti sul piano legislativo, l’autrice ha sottolineato al Centro che le leggi da sole non bastano se non sono accompagnate da un cambiamento culturale. Se per secoli la religione e la cultura hanno considerato gli animali quasi come oggetti privi di anima, la scienza moderna ha finalmente dimostrato la loro capacitĆ di amare e soffrire, una consapevolezza che sta radicando soprattutto tra le nuove generazioni.
Lezioni di vita dal mondo animale
L’esperienza personale dell’autrice con gli animali ĆØ fatta di salvataggi e convivenza. Ha raccontato di non aver mai acquistato un animale in vita sua, preferendo accogliere creature ferite o abbandonate, come un cavallo destinato al macello che, grazie alle sue cure, ha vissuto per un altro decennio. Da queste esperienze, Maraini trae una lezione profonda: gli animali sono maestri di spontaneitĆ , gratitudine e amicizia.
Un capitolo importante riguarda le figure simboliche del lupo e dellāorso, spesso vittime di una narrazione fiabesca che li ha dipinti come predatori spietati. La scrittrice ha evidenziato la necessitĆ di superare questi pregiudizi millenari per proteggere la biodiversitĆ , garantendo un equilibrio biologico fondamentale per la sopravvivenza del pianeta.
Il nido abruzzese: Pescasseroli
Il cuore geografico e spirituale di queste riflessioni batte tra le montagne dell’Abruzzo. Maraini ha ricordato come la scoperta di Pescasseroli sia avvenuta grazie alla storica amicizia con Ettore e Gigliola Scola. Dopo anni trascorsi come ospite e poi in affitto, la scrittrice ha scelto di acquistare una casa immersa nel bosco, fuori dal centro abitato.
Proprio questa dimora abruzzese ĆØ diventata il suo ufficio d’elezione: un luogo caratterizzato dal silenzio e dalla pace, condizioni che l’autrice ritiene ideali per la concentrazione e la scrittura. In questo contesto di armonia con la natura, si inserisce anche la sua scelta alimentare: Maraini ha confermato di essere vegetariana, seguendo una tradizione familiare iniziata dal nonno Enrico Alliata e portata avanti da sua madre.



