IMPIANTO GET ENERGY: SCOCCIA, ROSSI E LA PORTA AL FIANCO DEL COMITATO. IMPEGNO COMUNE PER FERMARE IL PROGETTO
Un fronte compatto, trasversale e determinato. Palazzo dell’Emiciclo diventa il quartier generale della resistenza contro il progetto di pirolisi nel nucleo industriale di Sulmona. Questa mattina, le consigliere regionali del territorio peligno, Marianna Scoccia, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta, hanno ricevuto all’Aquila una delegazione del Comitato “No inceneritore Get Energy”, rappresentata da Mario Pizzola, Giovanna Margadonna e Roberto Ranalli.
Una voce sola contro l’impianto
Al centro dell’incontro, la netta opposizione alla realizzazione dell’impianto della Get Energy, destinato alla trasformazione dei rifiuti in energia elettrica e termica. Le tre esponenti istituzionali hanno recepito le istanze e le forti preoccupazioni espresse dai cittadini, trasformandole in un impegno politico concreto.
Il timore diffuso riguarda non solo l’impatto ambientale e i potenziali rischi per la salute pubblica, ma anche la coerenza di un simile insediamento con la vocazione di un territorio che punta sulla sostenibilità e sulla valorizzazione del paesaggio.
“Nessun esperimento sulla pelle dei cittadini”
Le consigliere hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che non lascia spazio a interpretazioni:
“La Valle Peligna non può permettersi esperimenti sulla pelle dei cittadini. Il territorio è già segnato da criticità ambientali e necessita di uno sviluppo che ne esalti l’identità e la cultura, non di insediamenti industriali che rischino di comprometterne il futuro”.
Secondo Scoccia, Rossi e La Porta, la priorità deve essere la tutela di un comprensorio che cerca faticosamente di rilanciarsi attraverso il turismo e le eccellenze locali, asset che verrebbero messi in pericolo da un impianto percepito come estraneo e pericoloso per l’equilibrio della Valle.
Vigilanza costante
L’incontro di oggi segna l’inizio di una fase di monitoraggio serrato. Le rappresentanti regionali hanno assicurato al Comitato che la battaglia non si fermerà ai tavoli istituzionali odierni: l’impegno sarà costante e la pressione politica rimarrà alta finché non giungeranno garanzie “inattaccabili” sulla protezione dell’ecosistema peligno.
Il messaggio inviato alla società proponente e agli uffici tecnici è chiaro: la Valle Peligna fa scudo e la politica territoriale, per una volta unita senza distinzioni di schieramento, promette di non fare passi indietro.









dovranno rima commissionare uno studio su come fare !!!!!
e renderlo pubblico, poi farlo studiare da competenze giuste….