OCCUPAZIONE ABUSIVA DI SUOLO PUBBLICO: ARCHIVIATA L’INCHIESTA SULL’OSTERIA DI VICO DEL VECCHIO
Si chiude senza conseguenze penali l’inchiesta sull’occupazione di suolo pubblico in vico Del Vecchio, traversa di corso Ovidio, che aveva messo al centro una storica osteria del centro cittadino e una residente della zona. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona ha infatti accolto la richiesta di archiviazione presentata dal sostituto procuratore Stefano Iafolla, stabilendo che non sussistono elementi per procedere oltre.
L’indagine era scattata a seguito di una segnalazione risalente al 25 ottobre 2024, relativa alla presunta installazione non autorizzata di strutture per la ristorazione in vico Del Vecchio. Al centro della vicenda, la collocazione di tavoli e arredi esterni, che secondo una residente avrebbero creato disagi, in particolare per la loro posizione davanti al bagno dell’abitazione.
La denuncia aveva portato all’iscrizione della titolare dell’osteria nel registro degli indagati, ma l’approfondimento investigativo ha restituito un quadro ben diverso. Dalla documentazione acquisita è emerso che l’esercente aveva ottenuto regolare autorizzazione comunale per l’occupazione del suolo pubblico fino al luglio 2018 e anche il permesso per la sostituzione dei dissuasori stradali. Inoltre, gli spazi interessati non risultavano recintati e non sono stati individuati elementi oggettivi in grado di configurare un illecito penale.
Le testimonianze raccolte nel corso delle indagini sono state giudicate generiche, mentre le difficoltà di convivenza tra l’attività commerciale e i residenti del vicolo sono state ricondotte a un ambito esclusivamente civilistico. Un ulteriore elemento decisivo è stato rappresentato dalla distanza temporale dei fatti contestati, ritenuta tale da non giustificare ulteriori approfondimenti investigativi né l’apertura di un dibattimento.
Nell’ordinanza di archiviazione, il giudice chiarisce anche la posizione della residente, affermando che non può essere considerata persona offesa dal reato contestato. La figura giuridica eventualmente lesa, si legge nel provvedimento, è la pubblica amministrazione, non il singolo cittadino. Di conseguenza, pur essendo legittimata a presentare una denuncia, la residente non avrebbe potuto opporsi all’archiviazione né, in caso di prosecuzione del procedimento, costituirsi parte civile.
Una motivazione che chiude definitivamente il caso sul piano penale, lasciando sullo sfondo eventuali controversie di natura civile legate alla convivenza tra attività commerciali e residenti nel centro storico.



