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TRE CONSIGLIERE REGIONALI E UN INCENERITORE

di Marco Alberico 
In Valle Peligna l’aria si sta facendo pesante e non è solo per il rischio delle emissioni dell’inceneritore che la società Get Energy vorrebbe realizzare a Sulmona. A inquinare il clima è soprattutto la retorica della politica regionale, quella che si palesa solo quando sente puzza di bruciato sotto la propria poltrona. Parliamo delle tre rappresentanti del centrodestra abruzzese: Marianna Scoccia, Antonietta La Porta e Maria Assunta Rossi. Tre profili diversi, ma uniti dal centrodestra abruzzese e da una gestione della vicenda che pone delle perplessità sulla reale volontà di tutelare il territorio. Un territorio bruciato.

 

Il Comitato No Inceneritore Get Energy di Sulmona ha chiesto un incontro ufficiale a tutte e tre le Consigliere e ci si aspetta un riscontro celere

Partiamo dalla camaleontica Sindaca di Prezza nonché Consigliera Regionale Marianna Scoccia. Per mesi, mentre il Comitato No Inceneritore Get Energy organizzava assemblee e sensibilizzava la cittadinanza, la Scoccia è rimasta in un silenzio assordante. Mai presentein una delle quattro assemblee pubbliche organizzate dal Comitato. Poi, improvvisamente, accortasi che la questione, grazie al laboratorio di cittadinanza attiva messo in piedi dal Comitato, è ormai diventata un tema caldissimo per i peligni, ha diramato un comunicato stampa in cui si riscopre paladina della Valle Peligna per dovere morale. Che tempismo! Quando si tratta di cavalcare l’onda del malcontento popolare, la Scoccia non è seconda a nessuno. Ma la domanda resta: concretamente, oltre alla carta stampata, come intende affrontare il problema?

Il Civismo, dopo 13 anni passati nei corridoi del potere regionale – Andrea Gerosolimo 5 anni assessore regionale alle Aree Interne con Luciano D’Alfonso e 8 anni di amore e “odio” di Marianna Scoccia con Marco Marsilio – passando con disinvoltura dal centrosinistra al centrodestra, la sua credibilità la lasciamo al giudizio di chi legge. La Valle Peligna non ha bisogno di comunicati di facciata, ma di azioni politico-amministrative che concrete e che risolvano le questioni poste dai cittadini auto-organizzati.

Se la Scoccia è fin troppo presente quando si tratta di apparire, Antonietta La Porta brilla invece per una latitanza che ormai è diventata una la sua caratteristica politica principale. La sua attività in Regione è un mistero ai più. Anche davanti a un tema così vitale per la salute pubblica, quello dell’inceneritore, non proferisce parola. La sua assenza alle assemblee del Comitato quindi non stupisce. Ergo: la consigliera forzista passa dal disinteresse cronico all’incapacità di incidere sulle dinamiche del territorio che è chiamata a rappresentare.

In questo scenario desolante, ahinoi, l’unica ad aver mostrato un interesse, almeno sul piano istituzionale, è stata Maria Assunta Rossi. È stata lei ad attivarsi per coinvolgere e audire in Regione i cittadini del Comitato, ma che resta, per ora, solo un punto di partenza.

I cittadini peligni non sono più disposto a concedere sconti. Il ricordo della manifestazione del 31 dicembre scorso per la crisi lavorativa in Valle Peligna è ancora troppo fresco: in quell’occasione si assistette a una sfilata di politici pronti a prendersi la scena, proprio da parte di chi siede al governo della Regione da oltre un decennio. Non si accetteranno le passerelle politichesull’inceneritore di Sulmona.

Il Comitato No Inceneritore Get Energy ha chiesto un incontro ufficiale a tutte e tre le Consigliere e ci si aspetta un riscontro celere. La Valle Peligna non è la pattumiera dell’Abruzzo e non può più essere il palcoscenico per campagne elettorali permanenti giocate sulla pelle dei residenti. Chi ha responsabilità di governo deve dare risposte sul piano politico, non comunicati dell’ultimo minuto dettati dalla paura di perdere consensi.

3 commenti riguardo “TRE CONSIGLIERE REGIONALI E UN INCENERITORE

  • Non aspettatevi miracoli perché non succederanno.
    Ormai la valle Peligna è già una pattumiera avvelenante e maleodorante.
    Mi stranisce il fatto che non si discuta della discarica Cogesa che come impatto e futuro sono molto più urgenti del resto.
    Se non sono riusciti a almeno discutere di questo negli ultimi anni, che speranze abbiamo.
    Però lo stipendio lo prendono anche se combinano o pianificano niente.
    Responsibilità e onestà non fanno parte di questa valle di lacrime.

    Risposta
    • Giacomo Faggioni

      Sembra il titolo del film “Tre amici a un matrimonio e a un funerale”.
      Il matrimonio è quello politico appartente alla stessa coalizione di governo regionale che dovrebbe imporre una linea decisa e invalicabile, invece l’ambiguità è sovrana per meri cinici giochi di opportunità e di potere.
      Il funerale è quello della valle peligna ridotta ad una mega discarica grazie a chi ci governa a cui abbiamo affidato il nostro destino e quello della nostra progenie.
      Il funerale delle nostre speranze.

      Risposta

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