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SANITA’. J’ACCUSE DI PIETRUCCI: “RIORDINO RETE OSPEDALIERA BLOCCATO. RITARDI PROCEDURALI IMBARAZZANTI A TERAMO E PESCARA”

di Pierpaolo Pietrucci

L’AQUILA – Da fonti di stampa emerge in questi giorni la notizia di una imbarazzante e dannosa impasse che frena le procedure e le attività di alcune ASL abruzzesi.

Il riordino della rete ospedaliera, che razionalizza strutture e unità, non farebbe parte del piano operativo sul contenimento della spesa che la Regione Abruzzo deve consegnare a Roma entro il prossimo 31 gennaio, come prevede l’emendamento alla legge di stabilità nazionale.

Gli atti propedeutici e necessari alla riforma non sono stati ancora tutti perfezionati e dunque il riordino della rete ospedaliera è bloccato.

In realtà due delle quattro ASL (L’Aquila e Chieti) avrebbero le carte in regola, avendo già elaborato correttamente la documentazione richiesta, mentre Pescara e soprattutto Teramo sarebbero in grave ritardo non avendo ancora corrisposto alle indicazioni dell’Agenzia Sanitaria Regionale. Questa discrepanza genera uno stallo per l’intero sistema sanitario abruzzese.

Sarebbe utile – questo chiedo all’assessore Verì – che le ASL “virtuose” possano procedere con i loro atti aziendali senza dover attendere per le inadempienze altrui e senza inutili lacci burocratici.

Purtroppo – è triste ricordarlo – a due anni esatti da quando a dicembre 2023 fu approvata e sbandierata dalla Giunta Marsiliola nuova rete ospedaliera, oggi siamo ancora nella totale impasse e lo scoglio è rappresentato dagli atti aziendali che alcune Asl avrebbero da tempo dovuto approvare.

Un ritardo che si aggiunge alla situazione di vera emergenza quotidiana che i cittadini pagano sulla loro pelle: uno sfascio del sistema sanitario abruzzese che non solo ha peggiorato le prestazioni, ma ha prodotto una voragine di debito sanitario certificato dallo stesso Governo Meloni – tramite il Tavolo di monitoraggio interministeriale di luglio – e quantificato in oltre 126 milioni di euro per il 2025.

La conseguenza è che oraalle ASL si chiede di risparmiare ancora (cioè di tagliare ulteriormente i servizi) per 150 milioni di euro nel triennio, mentre la Regione ha tagliato risorse al suo bilancio e i cittadini sono costretti a subire un vergognoso aumento delle tassecon l’addizionale Irpef ai massimi livelli.

 

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