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PICCHIÒ LA MADRE TRE VOLTE IN UN MESE: 55ENNE A PROCESSO IL 26 GENNAIO

Resta in una struttura specializzata e affronterà il processo con il rito abbreviato il 55enne di Sulmona accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. Lo ha stabilito il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Irene Giamminonni, accogliendo la richiesta della difesa e fissando l’udienza per il prossimo 26 gennaio.

L’escalation di violenza

I fatti risalgono all’estate del 2024, un periodo drammatico segnato da almeno tre aggressioni brutali subite dalla madre dell’uomo, una donna di 71 anni. L’episodio più grave si era verificato nell’agosto di quell’anno: la donna era stata svegliata nel cuore della notte e, mentre si trovava nel piazzale esterno dell’abitazione per sistemare i rifiuti, era stata raggiunta dal figlio. L’uomo si era accanito su di lei con una raffica di schiaffi e pugni al volto, scatenati da futili motivi.

Il bilancio medico fu pesante: un trauma facciale giudicato guaribile in venti giorni di prognosi. Quel referto spinse il settore anticrimine e i Carabinieri a informare immediatamente la magistratura, facendo scattare le procedure di legge.

Il dramma familiare e il rifiuto dei soccorsi

Dietro la vicenda giudiziaria emerge un contorno umano doloroso. Nonostante le ripetute violenze, la madre aveva inizialmente rifiutato i percorsi di protezione e assistenza sociale offerti dalle autorità. Una scelta dettata dal desiderio di non abbandonare il figlio, da lei considerato prioritariamente una persona invalida bisognosa di cure piuttosto che un aggressore.

La misura cautelare e il processo

Data la pericolosità della situazione, il Gip aveva disposto già nell’agosto 2024 il ricovero coatto dell’uomo nel reparto di Psichiatria dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila. Successivamente, il 55enne è stato trasferito presso la Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) di Barete, una struttura specializzata con finalità rieducative e terapeutiche.

Proprio in questa struttura l’imputato rimarrà fino al giorno del processo. La difesa, affidata all’avvocato Stefano Michelangelo, ha optato per il rito abbreviato, che consentirà di definire la posizione dell’uomo allo stato degli atti, beneficiando dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

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