INCENERITORE GET ENERGY: IL COMITATO CHIEDE UN CONFRONTO CON LE TRE CONSIGLIERE REGIONALI DELLA VALLE PELIGNA
SULMONA – Un confronto politico e istituzionale sul progetto dell’inceneritore della Get Energy. È quanto chiede il Comitato no inceneritore Grt Energy, che ha formalmente richiesto un incontro alle tre consigliere regionali della Valle Peligna: Marianna Scoccia, Maria Assunta Rossi e Antonietta La Porta. L’obiettivo è quello di sollecitare una presa di posizione chiara anche da parte del Consiglio regionale d’Abruzzo sulla compatibilità dell’impianto con il territorio peligno.
Parallelamente, il Comitato è in attesa di una risposta dal sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi, al quale è stata avanzata una richiesta di incontro analoga. Disponibilità, invece, è già arrivata dalla sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, che ha fissato un confronto con il Comitato per giovedì 15 gennaio.
Secondo il Comitato, il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali è indispensabile, poiché esse rappresentano la volontà dei cittadini e hanno un ruolo centrale nelle decisioni che riguardano il futuro del territorio. «La questione dell’inceneritore della Get Energy – si legge nella lettera inviata alle consigliere regionali – non può essere affrontata solo sotto il profilo tecnico, ma anche politico, per le ricadute fortemente negative che l’impianto avrebbe dal punto di vista economico, occupazionale e sociale, oltre che sulla salute pubblica e sull’ambiente».
Nel documento il Comitato ripercorre anche la storia industriale recente della Valle Peligna, ricordando come da oltre 25 anni il territorio sia destinatario quasi esclusivamente di proposte ad alto impatto ambientale. Alcune, come l’inceneritore per rifiuti ospedalieri “La Coccinella” e il cementificio con annessa mega cava della Toto, sono state respinte grazie alla mobilitazione dei cittadini. Altre, invece, sono state realizzate, «per indifferenza o diretta responsabilità della classe politica», come la turbogas della Metaenergia, la centrale e il metanodotto della Snam e la discarica del Cogesa, al servizio di 67 Comuni.
Secondo il Comitato, l’arrivo dell’inceneritore rappresenterebbe «il colpo di grazia per un territorio già in coma», aggravando una crisi economica e demografica che rischia di diventare irreversibile. La Valle Peligna, sottolineano, non ha bisogno di industrie insalubri ma di investimenti capaci di creare lavoro stabile, soprattutto per i giovani, nel rispetto della qualità ambientale di un’area che è fulcro del sistema dei parchi e delle aree protette regionali.
Una linea condivisa anche dalle organizzazioni sindacali che hanno promosso la manifestazione del 31 dicembre scorso e che chiedono il riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi complessa o ad alto impatto sociale. Nel loro documento unitario, ricordano dal Comitato, si parla di investimenti orientati a un “circuito virtuoso” e a una reindustrializzazione verde e digitale, non certo di nuovi insediamenti inquinanti.
«Il nostro augurio – conclude il Comitato – è che, a differenza di quanto accaduto in passato, le forze politiche siano unite nel respingere questo ennesimo attacco al territorio peligno». Da qui l’appello alle consigliere regionali affinché accolgano la richiesta di incontro, sottolineando come proprio la Regione Abruzzo sarà chiamata a svolgere un ruolo decisivo sulla vicenda dell’inceneritore.




Chi ha già dato la propria disponibilità? domanda inutile: la sindaca di Pratola Peligna l’Avvocato Antonella Di Nino, sembra l’unico politico veramente attento alle problematiche, gli altri attendono gli ordini di scuderia.
Bisognerebbe ordinare uno studio sul perché i politici non riescono a funzionare anche se pagati profumatamente, per non parlare di amministratori inutili che non ascoltano.