CAPITALE CULTURA. PD: NUOVO BANDO PENALIZZA LE ASSOCIAZIONI PIU’ PICCOLE
L’AQUILA – E’ uscito il tanto atteso bando che, con fondi Restart, consente anche alle associazioni più piccole del territorio di partecipare, con i propri progetti, a L’Aquila capitale italiana della cultura 2026.
Peccato però che all’interno della programmazione generale di tale risorse si evidenzi una marcata disparità tra i diversi filoni di finanziamento.
Il Filone A, destinato a soggetti culturali strutturati e già riconosciuti dal Ministero della Cultura, prevede infatti un cofinanziamento minimo del 20% e contributi commisurati alla dimensione dei progetti presentati per un totale di 900mila euro a disposizione.
Il Filone B2, rivolto invece alle piccole associazioni e alle organizzazioni non profit del territorio – e di cui la Giunta ha appena dato notizia di aver approvato l’avviso pubblico – impone un cofinanziamento del 50% a fronte di un contributo massimo di 15.000 euro per un totale di 325mila euro a disposizione.
Questa impostazione costringe le realtà più piccole ad anticipare risorse economiche rilevanti, esponendole a un rischio finanziario sproporzionato e spesso insostenibile.
Le stesse associazioni sono inoltre chiamate a rispettare obblighi burocratici e di rendicontazione analoghi a quelli dei grandi soggetti, senza disporre delle stesse strutture organizzative e finanziarie.
Il risultato è un sistema che, anziché favorire l’accesso equo alle risorse pubbliche e sostenere il tessuto culturale locale, rischia di escludere proprio le realtà più fragili e radicate nel territorio.
Una scelta politica che purtroppo conferma, da parte dell’Amministrazione, la mancata volontà di far partecipare e coinvolgere il tessuto culturale diffuso presente sul territorio, oltre a ribadire una programmazione tardiva e superficiale che rischia di compromettere l’intera manifestazione e i suoi risvolti.
Non ci stancheremo mai di ricordare come per noi L’Aquila 2026, capitale italiana della cultura, costituisca una grande opportunità per la città e il territorio, abbiamo sempre chiesto infatti di poter contribuire arricchendola e rafforzandola.
Noi vogliamo scongiurare il rischio che L’Aquila 2026 diventi una grande occasione mancata.



