CENTENARIO DI ALFONSO MARIA DI NOLA: COCULLO RICORDA IL “MAESTRO DEI SERPARI”. GRANDE CONVEGNO AD APRILE
Il 9 gennaio non è una data qualunque per la comunità di Cocullo. In questo giorno, nel 1926, nasceva a Napoli Alfonso Maria di Nola, l’uomo che avrebbe cambiato per sempre la percezione scientifica e culturale delle tradizioni popolari abruzzesi. Domani, a un secolo esatto dalla sua nascita, il borgo che lo scelse come cittadino onorario si stringe attorno al suo ricordo, preparandosi a un anno di celebrazioni che culmineranno in un importante evento primaverile.
Un legame simbiotico
Per Di Nola, antropologo di fama internazionale e storico delle religioni, Cocullo non era un semplice oggetto di studio, ma una seconda casa. Il suo legame con la Festa di San Domenico Abate e il celebre Rito dei Serpari andava ben oltre l’osservazione accademica: era un rapporto “simbiotico”, nutrito da vent’anni di presenza costante sul campo e dialoghi quotidiani con i residenti.
«Il Professor Di Nola è stato colui che, per primo, ha restituito piena dignità scientifica e morale alla nostra festa», ha dichiarato il Sindaco di Cocullo, Sandro Chiocchio, commentando l’anniversario. «Grazie al suo magistero, il rito non è stato più visto come un semplice reperto del passato, ma come “storia viva”, una manifestazione autentica e pulsante della cultura popolare».
Un’eredità che guarda al futuro
L’impatto di Di Nola su Cocullo è misurabile nell’immenso corpus di ricerche, tesi di laurea e interventi mediatici che hanno portato il nome del borgo alla ribalta nazionale. Ma la sua eredità non è rimasta chiusa nelle biblioteche. Oggi, il Centro Studi sulle Tradizioni Popolari e l’Associazione a lui intitolata continuano a far camminare le sue idee, mantenendo vivo un pensiero che coniugava rigore scientifico e attivismo civile.
L’appuntamento di Aprile
Le celebrazioni per il centenario entreranno nel vivo nel mese di aprile, quando Cocullo ospiterà un convegno di caratura nazionale. Non sarà solo un momento di commemorazione, ma una riflessione profonda sull’attualità della visione “dinoliana”. Studiosi, ex collaboratori e cittadini si confronteranno su come la lezione del Maestro possa ancora oggi guidare la salvaguardia del patrimonio immateriale in una società moderna e globalizzata.
Cocullo e l’Abruzzo intero si preparano così a onorare l’uomo che ha saputo eleggere il Rito dei Serpari a simbolo d’eccellenza della cultura italiana, tracciando una rotta di valorizzazione che la comunità è decisa a seguire con rinnovato impegno.



