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ANZIANA MORTA CONTRO IL GUARD RAIL: L’AUTOPSIA ESCLUDE IL MLORE

CASTEL DI SANGRO, 08 gennaio – Un trauma toracico polifratturativo con gravi lesioni interne. È questa la causa della morte di Rosa Maria Enrichetta Graziani, l’anziana di Ortona deceduta lo scorso sabato sulla Fondovalle Sangro dopo essersi schiantata contro il guardrail. A stabilirlo è stata l’autopsia eseguita ieri all’Ospedale San Salvatore dall’anatomopatologo Luigi Miccolis, incaricato dal sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona, Edoardo Mariotti.

Il medico legale ha effettuato i prelievi istologici e tossicologici, i cui risultati saranno disponibili tra circa novanta giorni. Dai primi riscontri, tuttavia, non emergerebbero elementi compatibili con un malore alla guida, ipotesi avanzata dopo la prima ispezione cadaverica. Per il perito, a risultare fatale è stato esclusivamente il violento impatto contro il guardrail, una barriera che – secondo i primi accertamenti – non risulterebbe conforme alla normativa vigente.

Il primo responso dell’autopsia amplia così il perimetro dell’inchiesta aperta dalla Procura, che al momento procede contro ignoti. L’ipotesi di reato è quella di omicidio stradale. Centrale, nelle prossime settimane, sarà la perizia cinematica, chiamata a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente, le condizioni del manto stradale, lo stato del veicolo e soprattutto l’effettiva funzione di sicurezza del guardrail nel punto dell’impatto.

Sul posto hanno operato i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, che stanno curando gli accertamenti tecnici. Dalla prima ricostruzione è emerso che la donna stava viaggiando da Napoli verso Ortona quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe perso improvvisamente il controllo dell’auto, finendo contro la barriera laterale. L’assenza di testimoni diretti rende però la dinamica ancora incerta.

L’urto è stato devastante e non ha lasciato scampo alla conducente, morta sul colpo. I primi soccorritori e alcuni automobilisti di passaggio hanno descritto una scena particolarmente cruenta. Quel tratto di strada, pur non presentando criticità evidenti, è già stato teatro di altri incidenti mortali: nel 2024, infatti, un sinistro analogo costò la vita a Giancarlo Rossi, 64 anni.

Le indagini procedono ora su un doppio fronte: da un lato la verifica delle condizioni psicofisiche della vittima, dall’altro la sicurezza di un’infrastruttura che, anziché proteggere, potrebbe aver aggravato le conseguenze dell’incidente. All’interno dell’auto, una Peugeot, sono stati trovati alcuni regali incartati, probabilmente destinati ai familiari, e un cane di piccola taglia che, nonostante la violenza dello schianto, è rimasto illeso.

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