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TIRABASSI E L’INCENERITORE: OVVERO IL DOTTOR DIVAGO

Inceneritore Get Energy, il Comitato all’attacco: “Tirabassi non dice no e lascia Sulmona nell’ambiguità”

Una lunga serie di parole, precisazioni, richiami tecnici. Ma, secondo il Comitato No Inceneritore Get Energy, manca l’unica frase che i cittadini attendono da settimane: l’amministrazione comunale è contro l’inceneritore. Una posizione netta che, a detta dei promotori della protesta, il sindaco di Luca Tirabassi continua a non assumere.

Nel comunicato diffuso ieri, il comitato critica duramente il documento inviato alla Regione Abruzzo e la successiva nota stampa del primo cittadino sul progetto della Get Energy, accusandolo di “divagare” e di costruire una cortina fumogena attorno al nodo centrale della questione. Un atteggiamento che, secondo gli attivisti, non nasce dall’ascolto della cittadinanza ma dalla volontà di rassicurare l’azienda proponente.

A far discutere sono soprattutto le parole con cui Tirabassi ha chiarito che l’obiettivo del Comune “non è quello di ostacolare un progetto e men che meno le iniziative imprenditoriali nella nostra città”. Un concetto ribadito anche lo scorso 31 dicembre in piazza XX Settembre, quando il sindaco aveva affermato che “non si può dire di no a tutto e pretendere che i posti di lavoro arrivino dall’alto”. Una linea che il comitato contesta duramente: dodici posti di lavoro, secondo i promotori della protesta, non possono giustificare l’arrivo di un impianto ritenuto altamente impattante in un territorio già segnato da pesanti servitù ambientali.

La Valle Peligna, si legge nel documento, ha bisogno di investimenti veri, capaci di offrire opportunità durature soprattutto ai giovani, non di industrie inquinanti destinate ad aggravare una situazione già compromessa. Da qui le perplessità sull’obiettivo indicato dal sindaco di ottenere “standard di sicurezza e di tutela della salute più elevati rispetto ai minimi normativi”. Una soluzione giudicata insufficiente: chi dovrebbe controllare questi standard? L’azienda stessa, la Regione o i cittadini?

Il comitato ricorda inoltre che, durante l’audizione regionale del 27 novembre scorso, neppure i tecnici del settore rifiuti sarebbero stati in grado di indicare con precisione quali sostanze usciranno dai camini dell’inceneritore, vista l’eterogeneità dei rifiuti trattati. Un’incertezza che rende, secondo gli attivisti, ancora più fragile l’idea di un controllo efficace delle emissioni, anche alla luce delle numerose parti del progetto presentate in forma oscurata.

Nel mirino finisce anche l’invito del sindaco a concentrarsi sull’“adeguatezza dell’istruttoria ambientale e sanitaria”. Un approccio giudicato riduttivo e già visto, come nel caso della centrale SNAM, sulla quale – accusa il comitato – l’amministrazione comunale non avrebbe mai preso una posizione chiara. Per i promotori della protesta, Palazzo San Francesco dovrebbe valutare il progetto nel suo complesso, considerando le ricadute economiche, sociali, occupazionali, ambientali e sanitarie, e dire senza ambiguità se l’inceneritore sia compatibile o meno con il contesto della Valle Peligna.

Un territorio che, ricordano, ospita già la turbogas  e la Metaenergie, la centrale Snam e la discarica Cogesa. Un accumulo di impianti che rischierebbe di trasformare definitivamente la valle “nell’immondezzaio d’Abruzzo”.

Nel frattempo, la mobilitazione dal basso cresce. Coordinate dal comitato, sono state inviate alla Regione oltre cento osservazioni firmate da cittadini, medici per l’ambiente, Forum H2O, associazioni e attività imprenditoriali. Ora, dopo la presa di posizione della cittadinanza attiva, gli occhi sono puntati sulle istituzioni.

Il comitato chiede la convocazione urgente dei Consigli comunali non solo di Sulmona e PratolamPeligna, ma di tutti i Comuni del comprensorio peligno, affinché vengano approvati documenti chiari e inequivocabili contro l’inceneritore. È stato inoltre richiesto un incontro urgente ai sindaci di Sulmona e Pratola per conoscere quali atti concreti, amministrativi e politici, intendano adottare per fermare il progetto.

“Metteremo in campo ogni iniziativa utile per impedirne la realizzazione”, conclude il comitato, definendo l’impianto un progetto predatorio che, se approvato, comprometterebbe in modo irreversibile il futuro del territorio e delle prossime generazioni.

2 commenti riguardo “TIRABASSI E L’INCENERITORE: OVVERO IL DOTTOR DIVAGO

  • Non riescono a impedire il continuo avvelenamento che da anni la discarica Cogesa ci costringe a digerire, figuriamoci il resto.
    Finché abbiamo amministratori e politici che invece di investire in valle Peligna commissionano studi ad università per soluzioni alla crisi, parliamo di circa 7 milioni , arrancano inciucciando a destra, sinistra e centro.
    Ma i famosi tecnici o sapienti dove sono e cosa fanno ?
    Manca solo un’allerta tsunami da programmare per ulteriori fondi.

    Risposta
  • Io mi chiedo se questo è un modo di Amministrare e Salvaguardare la SALUTE dei propri
    C I T T A D I N I ….
    ma che Mondo vogliamo creare?

    Risposta

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