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LA VALLE PELIGNA NON È UN SIMBOLO DA USARE A CONVENIENZA POLITICA: L’ATTACCO DEL PD A SCOCCIA

La Valle Peligna non può diventare uno slogan buono per ogni stagione elettorale. È questo il senso del duro comunicato diffuso dal segreterio cittadino del Partito Democratico, Diego Bucci che punta il dito contro Marianna Scoccia, consigliera regionale e vicepresidente del Consiglio regionale d’Abruzzo, accusata di essersi “accorta solo ora” delle necessità di tutela e sviluppo del territorio.

Secondo il Pd, dopo oltre otto anni trascorsi in Regione, Scoccia non avrebbe promosso né sostenuto iniziative concrete a favore della Valle Peligna, né per proteggerla da progetti industriali ritenuti rischiosi, né per migliorare settori cruciali come sanità, lavoro, istruzione, trasporti, cultura e qualità della vita. La domanda posta nel comunicato è diretta: dove è stata fino a oggi e quali risultati tangibili può rivendicare?

Per i democratici, presentarsi oggi come “paladina della Valle Peligna” appare come un tentativo di recuperare visibilità politica in funzione di obiettivi personali più ampi. Nel frattempo, sottolineano, il territorio avrebbe pagato anni di silenzio e assenza di iniziativa, con ritardi infrastrutturali, una scarsa valorizzazione del patrimonio culturale e naturale e la presenza di rischi concreti legati a progetti industriali impattanti che avrebbero richiesto prese di posizione chiare e tempestive.

Il comunicato insiste su un punto: non esistono più alibi per chi ha avuto responsabilità istituzionali e tempo sufficiente per intervenire. Per questo, oggi più che mai, non servono dichiarazioni generiche ma scelte nette. In particolare, il Pd chiede a Scoccia di esprimersi apertamente su dossier centrali come la centrale di compressione gas della Snam e sulla “questione Cogesa”, temi sui quali – denuncia il partito – il silenzio sarebbe stato totale fino ad ora.

La richiesta è quella di indicare con precisione quali azioni intenda mettere in campo immediatamente: strumenti legislativi, risorse disponibili, controlli e progetti concreti per evitare che il territorio venga sacrificato. Ogni giorno di ritardo, avverte il Pd, ha un costo reale per l’ambiente, per le comunità locali e per l’economia.

Il messaggio finale è netto: i cittadini della Valle Peligna meritano fatti, non annunci. Meritano risposte verificabili e un impegno politico tangibile. La Regione e la consigliera Scoccia, conclude la segreteria cittadina del Pd, sono chiamate a dimostrare con atti concreti e misurabili che la tutela del territorio, la salvaguardia dell’occupazione e la protezione dei servizi essenziali non sono una scelta opzionale, ma un obbligo istituzionale.

Un commento su “LA VALLE PELIGNA NON È UN SIMBOLO DA USARE A CONVENIENZA POLITICA: L’ATTACCO DEL PD A SCOCCIA

  • Salire sul carro di chi ha iniziato la protesta tempo fa è facile.
    A differenza del Sindaco di Pratola Peligna la vice non c’era alla prima riunione contro l’inceneritore, aperta a tutti.

    Risposta

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