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CROLLO DEL PONTE DI MOLINA ATERNO, ARCHIVIATA LA POSIZIONE DI DUE TECNICI DELLA PROVINCIA: “NESSUNA RAGIONEVOLE PREVISIONE DI CONDANNA”

A tre anni dal crollo del ponte di Molina Aterno, la vicenda giudiziaria si divide in due binari distinti. Da una parte l’archiviazione per due tecnici della Provincia dell’Aquila, dall’altra il processo che andrĆ  avanti nei confronti di dirigenti del Genio civile regionale. Una frattura netta, sancita dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, che ha escluso responsabilitĆ  penali per Nicolino D’Amico e Angela Ghizzoni.

Secondo il giudice, non sussistono infatti ā€œragionevoli previsioni di condannaā€ nei confronti di Nicolino D’Amico, responsabile del settore ViabilitĆ  della Provincia dell’Aquila, e di Angela Ghizzoni, responsabile del Servizio area 3 Gran Sasso–Piana Navelli–Valle Subequana dello stesso settore. I due erano finiti sotto inchiesta per il reato di delitto colposo di danno, aggravato dall’abuso di poteri e dalla violazione dei doveri connessi alla qualifica di pubblico ufficiale, in relazione al crollo dell’infrastruttura.

Il Gip ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, che nelle sue conclusioni ha escluso profili di negligenza e responsabilitĆ  a carico dei due funzionari provinciali. Una tesi condivisa dal giudice, che nell’ordinanza sottolinea come non vi siano elementi tali da sostenere un’accusa in giudizio. D’Amico e Ghizzoni erano difesi dall’avvocato Luca Tirabassi.

Diversa, invece, la posizione di Carlo Giovani, responsabile del servizio di Genio civile della Regione Abruzzo, e di Gilberto Di Giorgio, responsabile dell’Ufficio tecnico del Genio civile. Per loro l’inchiesta non si chiude: entrambi sono finiti sotto processo con l’accusa di non aver impedito il crollo del ponte, evento qualificato come un disastro con ā€œconseguente concreto pericolo per la vita o l’incolumitĆ  di un numero indeterminato di personeā€.

Secondo l’impianto accusatorio e la perizia tecnica affidata a due esperti, ai dirigenti regionali viene contestata non solo l’assenza di una manutenzione adeguata – aggravata dal mancato invio, da parte sia della Provincia sia della Regione, del piano ordinario di manutenzione obbligatorio per legge – ma anche la sottovalutazione delle allerte meteo. Per tre giorni consecutivi, dal 16 al 18 gennaio 2023, i bollettini avevano infatti segnalato un livello di attenzione giallo, senza che venissero adottate misure ritenute sufficienti a prevenire il cedimento della struttura.

A distanza di tre anni dal crollo, avvenuto il 18 gennaio 2023, resta infine un dato che pesa sul territorio e sulla comunitĆ : i lavori di ricostruzione del ponte di Molina Aterno non sono ancora partiti, lasciando aperta una ferita infrastrutturale che va oltre le aule di giustizia.

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