CRISI VALLE PELIGNA, SINDACATI UNITI: CONSEGNATO ALLE ISTITUZIONI IL MANIFESTO PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO
La crisi industriale e sociale che attraversa la Valle Peligna e le aree limitrofe entra ufficialmente nell’agenda delle istituzioni. Dopo la manifestazione del 31 dicembre scorso, organizzata per denunciare una situazione definita ormai emergenziale, le organizzazioni sindacali hanno formalizzato le proprie richieste con un manifesto unitario inviato il 5 gennaio alle istituzioni regionali e nazionali.
Al centro del documento, sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, c’è la richiesta dell’immediata attivazione di un percorso istituzionale strutturato e verificabile, articolato su due livelli. Il primo, regionale, prevede l’istituzione di un Tavolo Permanente di Crisi e Sviluppo presso la Regione Abruzzo, con il compito di monitorare le aziende in difficoltà, individuare strumenti per il rilancio delle attività produttive e gestire gli eventuali ammortizzatori sociali. Il secondo, di livello nazionale, punta all’apertura di un Tavolo ministeriale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finalizzato al riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi complessa o ad alto impatto sociale.
Il manifesto nasce dalla preoccupazione per una crisi che coinvolge settori strategici del territorio: dall’automotive ai servizi avanzati, dal commercio e grande distribuzione ai servizi pubblici essenziali. Una situazione che, secondo i sindacati, rischia di accelerare ulteriormente lo spopolamento e la desertificazione delle aree interne, mettendo in discussione la stessa sopravvivenza economica e sociale della Valle Peligna e delle valli Subequana e dell’Alto Sangro.
Nel documento, le organizzazioni sindacali propongono anche la sottoscrizione di un vero e proprio Patto Territoriale, pensato per attrarre nuovi investimenti attraverso incentivi fiscali, semplificazioni amministrative, potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali e un utilizzo mirato delle risorse FESR, FSE+ e PNRR. L’obiettivo è convogliare i fondi su progetti specifici per il territorio, rafforzando al tempo stesso i servizi essenziali come sanità, assistenza, mobilità e istruzione.




Di questi documenti ne abbiamo già visti a tonnellate e non si è mai quagliato un piffero.
Ma abbiamo pur sempre la filiera!