ROMANO E ROTELLINI: CHIESA DI SAN BERNARDINO E UMANITA’ NON SI POSSONO DEMOLIRE CON LA RUSPA DELL’ODIO
L’AQUILA – Lāassessore De Santis parla da salviniano o da assessore allāurbanistica? Lecito chiederselo se, da assessore allāurbanistica, si augura lāabbattimento di una chiesa – quella di San Bernardino in Piazza DāArmi – inserita dal Ministero della Cultura nel censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi. La chiesa fu progettata dagli architetti Antonio Citterio e Patricia Viel, su specifica richiesta della stazione appaltante, cioĆØ dallāallora Dipartimento della Protezione Civile allāinizio del 2010.
Poi ci fu il concorso internazionale di progettazione del parco urbano di Piazza dāArmi e la chiesa fu definita, dai vincitori del concorso, opera di qualitĆ architettonica e con āuna sua forte funzione per il quartiere, qualitĆ che ci hanno indotto a mantenere questa struttura cosƬ come la piazza mercato e l’area sportiva.ā Un ragionamento in tal senso era inserito proprio nel bando di concorso: non si andava con le ruspe di salviniana memoria come si vorrebbe oggi, ma su considerazioni rispettose degli accadimenti e delle realizzazioni.
Il Consiglio comunale, tra lāaltro, nel 2021, si espresse in maniera chiara sulla struttura: un indirizzo politico che impegnava lāamministrazione a valutare una soluzione concordata e transattiva della controversia giudiziaria ancora in atto, capace di tenere insieme il rispetto delle norme amministrative, lāinteresse generale e la tutela di un servizio sociale essenziale qualora si volesse parlare anche delle realizzazione della mensa di Celestino. Ma oggi parlare di quei ragazzi al freddo e al gelo vuol dire anche interessarsi di sicurezza e igiene pubblica per i cittadini aquilani, perchĆ© lāassistenza organizzata significa persone monitorate, seguite, non abbandonate per strada senza alcun controllo.
Lo stesso Consiglio aveva inoltre indicato la necessitĆ di verificare le condizioni tecnico-amministrative per prolungare lāefficacia del provvedimento autorizzativo del Complesso Celestino V e per prorogare lāattuale affidamento della gestione fino al rientro, al termine dei lavori, nella sede originaria di via dei Giardini. Sarebbe dunque corretto e doveroso raccontare alla cittĆ che cosa la Giunta ha realmente fatto ā o non fatto ā in questi anni per dare seguito a quellāindirizzo del quale non si poteva non tenere conto.
Altro aspetto riguarda lāanima di chi governa la cittĆ dei Santi Celestino e Bernardino da Siena nel paese di Francesco dāAssisi, consapevoli, noi, che lasciare ancora al freddo di questo inverno dei cristiani sia un atto non degno di umanitĆ . Ć un errore grave e strumentale trasformare la questione della necessitĆ di un ricovero temporaneo in un presunto conflitto tra legalitĆ e bisogni delle persone. Le due cose non si escludono: si tengono insieme. Chi prova a contrapporle dimostra di non avere una reale sensibilitĆ sociale, ma vuole animare uno scontro politico sulla pelle di poche persone indifese e bisognose. Il problema non ĆØ la sentenza del Consiglio di Stato, ma il servizio sociale che si vuole fornire alla cittĆ : non solo per gli stranieri della prefettura ma per tutti coloro che hanno bisogno di un ricovero dove dormire. Proprio per questo ĆØ incomprensibile che a parlare sia lāassessore allāurbanistica, che avrebbe ben altri temi su cui rispondere, invece dellāassessore alle politiche sociali. La responsabilitĆ politica dovrebbe essere dellāassessore Tursini, che solo poche settimane fa annunciava sui giornali lāapertura dei progetti CASE per poi scomparire dalla scena mediatica e, soprattutto, dal confronto istituzionale; eppure si tratta di fragilitĆ che attendono risposte dalla Prefettura, di presa in carico, di accompagnamento e di dignitĆ .
Siamo pronti a portare il tema del dormitorio pubblico, come ricovero temporaneo di umana assistenza, in aula alla prima occasione utile. PerchĆ©, fino a prova contraria, lāindirizzo politico del Comune dellāAquila lo dĆ il Consiglio comunale, non le dichiarazioni estemporanee nĆ© le fughe in avanti di singoli assessori. Le scelte si assumono in modo responsabile, con una votazione esplicita davanti alla cittĆ .
Altre realtĆ abruzzesi, anche governate dal centrodestra, hanno attivato da anni politiche strutturate per chi vive in condizioni di grave marginalitĆ . A LāAquila, invece, assistiamo allāennesima dimostrazione di assenza di visione e di umanitĆ da parte dellāamministrazione comunale. Lāultimo esempio riguarda la cittĆ di Pescara, governata dagli stessi partiti presenti a LāAquila, che in vista del freddo invernale vara il āpiano freddoā per accogliere le persone senza fissa dimora nelle ore notturne.
Ā *Consiglieri comunaliĀ




