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OLTRE CENTO “NO” ALLA REGIONE: LA VALLE PELIGNA SI COMPATTA CONTRO L’IMPIANTO DEI RIFIUTI

Un muro compatto di firme, dati tecnici e preoccupazioni sanitarie si è alzato contro l’ipotesi di un nuovo inceneritore nella zona industriale di Sulmona. Sono oltre cento le osservazioni depositate sul tavolo della Regione Abruzzo per contrastare il progetto della società Get-Energy, un fascicolo che vede schierati in prima linea non solo i comitati civici, ma anche l’intera governance locale, medici e il mondo dell’impresa.

L’offensiva è partita dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Mario D’Angelo, che ha sollevato dubbi pesanti sulla natura dei materiali destinati al sito: delle 47 mila tonnellate di rifiuti previste, ben 31.500 sarebbero composte da scarti eterogenei e potenzialmente più inquinanti di carta e plastica. Una “miscela” pericolosa che, secondo D’Angelo, richiederebbe uno studio di caratterizzazione ambientale preventivo sull’intera macro-area, per evitare di saturare un territorio di cui non si conosce ancora il reale livello di inquinamento complessivo.

Sulla scia di queste perplessità tecniche si è innestata la posizione politica del sindaco di Sulmona, Luca Tirabassi. Il primo cittadino, pur mantenendo un profilo di collaborazione istituzionale con la Regione, ha messo al centro della sua opposizione la tutela della salute pubblica. La critica principale riguarda la sottovalutazione delle “peculiarità microclimatiche e orografiche” della Valle Peligna: un ecosistema chiuso che, come sottolineato anche dal consigliere di Pratola Peligna Mattia Tedeschi, soffre del fenomeno dell’inversione termica. I dati sulla qualità dell’aria usati nel progetto della Get-Energy sarebbero dunque inattendibili, poiché riferiti a contesti geografici troppo diversi da quello peligno.

A dare manforte alla battaglia politica è arrivata la voce degli esperti e del settore produttivo. Una decina di imprenditori della zona industriale e i medici ambientali hanno evidenziato come l’impianto rappresenti un aggravio insostenibile per un’area già fragile. Il richiamo alla salute non è solo teorico: i comitati hanno infatti ricordato l’incidenza significativa di patologie tumorali nel territorio, citando espressamente i casi di tumore al seno registrati annualmente nella Valle. Tra i firmatari delle osservazioni compaiono anche il Forum H2O e numerosi cittadini, uniti nell’idea che il futuro industriale della città ovidiana non possa passare per un impianto giudicato anacronistico e rischioso per il benessere della comunità.

2 commenti riguardo “OLTRE CENTO “NO” ALLA REGIONE: LA VALLE PELIGNA SI COMPATTA CONTRO L’IMPIANTO DEI RIFIUTI

  • Vedremo quanto sarà compatta la politica locale regionale e la commissione regionale nel rigettare la richiesta

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    • Io dico che nonostante il plebiscito politici corrotti diranno SI all’inceneritore.

      Risposta

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