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RIVISONDOLI FERMA IL TEMPO CON LA 75ESIMA EDIZIONE DEL PRESEPE VIVENTE

Rivisondoli ferma il tempo: il Presepe Vivente più antico d’Italia compie 75 anni

Domani sera Rivisondoli tornerà a fermare il tempo. Alle ore 18, nella piana di Pié Lucente, si accenderanno le luci del Presepe Vivente più antico d’Italia, che celebra la sua 75esima edizione e rinnova una storia iniziata nel 1951, quando dalle ferite ancora aperte della Seconda guerra mondiale nacque un gesto semplice e potentissimo: raccontare la Natività come messaggio universale di pace, speranza e rinascita.

Settantacinque anni dopo, quel messaggio resta intatto e, forse, ancora più necessario. In un mondo attraversato da conflitti e divisioni, Rivisondoli sceglie di parlare con il linguaggio della tradizione e dell’emozione, affidando alla forza del rito collettivo un appello chiaro: lasciare spazio alla fraternità, alla convivenza, alla pace.

Saranno quattordici le scene che accompagneranno il pubblico in un percorso immersivo nella storia della Natività, esaltato da un raffinato gioco di luci curato da Agorà. A dare voce al racconto sarà Luca Ward, timbro inconfondibile del grande cinema internazionale, capace di trasformare ogni parola in emozione pura.

Maria Stella Ferrara

Al centro della scena, come ogni anno, la Madonnina. Quest’anno il ruolo è affidato a Maria Stella Ferrara, 16 anni, studentessa del liceo scientifico di Castel di Sangro. «Per me, che sono di Rivisondoli, è un onore e una responsabilità vestire i panni della Madonnina», ha raccontato con una maturità sorprendente. «In un mondo devastato dalle guerre, spero possa partire proprio da qui un messaggio di pace e fratellanza». Un desiderio che affonda le radici nell’infanzia, quando nel 2014 il fratellino fu scelto come Bambinello.

Accanto a lei, nei panni di San Giuseppe, Giulio Santoro, 33 anni, di Popoli e studente dell’Università dell’Aquila. La Madonna dell’Annunciazione sarà Federica Como, 17 anni; l’Arcangelo Gabriele Giulia D’Eramo, 13 anni di Pescocostanzo; mentre a rappresentare la parte più luminosa e spirituale della scena saranno gli angeli Sofia D’Eramo, 10 anni, e Camilla Monaco, 17 anni.

Il cuore pulsante della rappresentazione sarà come sempre il Bambinello, interpretato dall’ultimo nato del paese: Andrea Raucci Martini, venuto alla luce lo scorso 5 settembre. Un simbolo tenero e potente di continuità, vita e futuro. Altro ruolo fondamentale della Sacra Rappresentazione è quello dei Magi quest’anno affidato a Luciano de Capite, Vittorio Iarussi e Marco Marino, quest’ultimo vice presidente dell’Associazione del Gruppo Storico “Città di Popoli” presente al Presepe anche con altri 30 figuranti. Una presenza che va a suggellare il gemellaggio sorto con l’associazione di Geppy LEPORE che organizza il Presepe Vivente.

A custodire l’anima della tradizione è da oltre trent’anni Patrizia Ferrara, mentre la sicurezza dell’evento sarà garantita dal servizio di protezione civile PIVEC Castel di Sangro.

Il 2025 segna anche un passaggio storico per il Presepe Vivente. Per volontà del direttore artistico Geppy Lepore e del presidente Pasquale Del Cimmuto, la manifestazione apre i suoi confini e coinvolge attivamente le scuole abruzzesi in un percorso creativo dedicato alla Natività rivisondolese, dando vita a un dialogo tra generazioni che guarda al futuro senza smarrire la memoria.

Sono attese tra le 5 e le 10 mila persone e, per garantire sicurezza e ordine, il Comune di Rivisondoli ha emesso un’ordinanza speciale per la giornata di domani, 5 gennaio 2026. Dalle 17 fino al termine della manifestazione saranno chiuse al traffico Via Fonticella, Via Dante Alighieri, Via Piè La Costa, Via IV Novembre e la Strada Vicinale La Vera. I pedoni dovranno confluire da Via Dante Alighieri, mentre sarà vietato sostare o attraversare alcune aree del Borgo Vecchio. Dalle 8 alle 20 è inoltre vietata la vendita ambulante in Via Fonticella e Via Dante Alighieri, salvo autorizzazioni.

Settantacinque anni dopo la prima edizione, Rivisondoli non celebra soltanto un anniversario. Celebra una promessa mantenuta nel tempo: raccontare il Natale come gesto collettivo, rito che unisce e racconto che consola. Una luce che, ogni anno, continua ad accendersi e a sorprendere.

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